Forti criticità nel vicentino e nel veneziano. Nella nostra Regione risultano sommerse ormai da due giorni migliaia di piantine di mais

VENEZIA – La rottura di un argine del Guà, a Cologna Veneta, mette in crisi l’Estense e il Montagnanese. Forti criticità nel vicentino e nel veneziano. Nella nostra Regione risultano sommerse ormai da due giorni migliaia di piantine di mais. In crisi pure la soia e le bietole. 

“Non è ancora partito il conteggio ufficiale dei danni – sottolinea Cia Veneto – In ogni caso, per un ettaro di granoturco vengono investiti, in media, 350 euro fra sementi e lavoro. L’ordine di grandezza dei danneggiamenti potrebbe superare le centinaia di migliaia di euro. A questo, naturalmente, si deve aggiungere il mancato guadagno delle aziende agricole”. 

“Perché i terreni si asciughino ci vorranno almeno dieci giorni – precisa Emilio Cappellari, presidente Cia zona Este-Montagnana – Vi saranno dei forti ritardi rispetto al cronoprogramma, con pesanti ripercussioni pure in termini di rese delle varie coltivazioni”. Allagati anche diversi ettari di vigneti dei Colli Euganei. Tuttavia, la vite, a differenza del mais, ha la capacità di resistere per più tempo sott’acqua, senza che ciò comporti degli effetti irreversibili. 

“In questi giorni stiamo registrando, nostro malgrado, le conseguenze dei cambiamenti climatici – commenta il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini – Ormai gli imprenditori agricoli vivono in uno stato di perenne emergenza. È necessario che tutte le opere idrauliche previste nell’apposita programmazione vengano ultimate al più presto”. “Alle Istituzioni – conclude – chiediamo interventi rapidi ed efficienti”.

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