Non si tratta di una struttura solamente culturale o espositiva, ma di una vera e propria opera evangelizzatrice, che desidera proporsi come polo attrattivo, nel contesto delle bellezze già proposte dalla Cattedrale di Adria 

ADRIA (Rovigo) – È certamente uno dei progetti più ambiziosi che vede coinvolta in prima linea la Diocesi di Adria- Rovigo. Si tratta della realizzazione del Museo Diocesano. Esso sorgerà nei medesimi ambienti del Museo della Cattedrale di Adria (inaugurato nell’ottobre 2015), dopo un triennale attento lavoro di riallestimento dei pezzi, nuova stesura dei testi didascalici a corredo, totale ripensamento del percorso museale, accurata scelta dei beni artistici valorizzati (tutti manutentati in via ordinaria o straordinaria), potenziamento dell’infrastruttura tecnologica, messa a norma degli impianti, predisposizione delle vie di fuga, installazione di opportuni impianti di allarme.

Il Polittico di Raccano di Michele da Firenze – depositato da decenni presso l’Accademia dei Concordi, prima, e Palazzo Roverella, poi – ora in restauro con il progetto “restituzioni” di Intesa Sanpaolo, troverà posto accanto ai 28 frammenti del medesimo, con un nuovo allestimento e nuovi testi aggiornati all’odierna bibliografia.

Gilberto Muraro, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, commenta: “La partecipazione alla cultura è uno degli ambiti in cui la nostra Fondazione investe con maggiore intensità. E questo intervento, in particolare, punta a raggiungere un pubblico ampio, che travalica i confini regionali. Un obiettivo al quale concorreranno essenzialmente due elementi: l’allestimento multimediale, volto a potenziare la portata narrativa del Museo Diocesano, e la sua adesione a una rete di operatori culturali che aggrega il Sistema Museale Polesano (Musst) – nato su impulso anche della nostra Fondazione per promuovere la valorizzazione partecipata del ricco patrimonio culturale del Polesine – e il circuito Musei Ecclesiastici Italia, in forte sinergia con il Museo Nazionale Archeologico di Adria”.

Al Presidente Muraro, ha fatto eco  Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo, che si è così espresso: “È importante evidenziare la finalità ecclesiale del Museo diocesano. Non si tratta di una struttura solamente culturale o espositiva, ma di una vera e propria opera evangelizzatrice, che desidera proporsi come polo attrattivo, nel contesto delle bellezze già proposte dalla Cattedrale di Adria, soprattutto dal prossimo Anno Giubilare 2025. L’arte, come ha ricordato di recente papa Francesco, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Nella Chiesa esiste soprattutto per evangelizzare: attraverso l’arte – la musica, l’architettura, la scultura, la pittura – la Chiesa spiega, propone ed interpreta la rivelazione. La Chiesa ha sempre usato l’arte per dimostrare la meraviglia della creazione di Dio e della dignità dell’uomo creato a sua immagine e somiglianza, così come il potere della morte, e la bellezza della risurrezione di Cristo che porta la rinascita in un mondo afflitto dal male e dalla fragilità. È importante sottolineare anche il fine educativo del Museo Diocesano. La massima parte del nostro progetto di valorizzazione sarà rivolto alle giovani generazioni ed agli studenti. Stanno per essere predisposti itinerari specifici o tematici, differenziati per età o livello di istruzione, pensati per gli studenti. Di questo ringrazio la Fondazione che sostiene queste importanti e significative progettualità”.

Un progetto di grande rilancio, dunque, rivolto alle scuole e al turismo lento, che vede, nella partnership con gli Istituti comprensivi della Provincia, nel potenziamento dell’offerta formativa della Città di Adria, l’adempimento di diversi obiettivi: il coinvolgimento di diversi Atenei di ricerca, la supervisione – per quanto concerne i restauri e gli allestimenti – della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza – la collaborazione di diversi tecnici architetti e storici dell’arte, una pluralità di maestranze (restauratori qualificati in primis), l’avallo dell’Amministrazione Comunale di Adria, la collaborazione della Provincia di Rovigo ed il fattivo sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; senza dimenticare la sinergia con il Museo Nazionale Archeologico di Adria, la custodia e valorizzazione dei più importanti beni artistici di proprietà ecclesiastica (a partire dalla quadreria della Pinacoteca del Seminario).

Da non dimenticare infine – come ricordato dal Presidente Muraro – l’importante adesione al progetto Pollicinum Musst, con la Provincia di Rovigo ed il Sistema Museale Polesano.

Una pluralità di soggetti coinvolti, insomma, per proiettare le collezioni artistiche di proprietà della Diocesi verso una nuova e più accattivante proposta di valorizzazione, per la nostra Diocesi, la nostra Provincia, la Regione Veneto.

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