Il sindacato contesta la risposta del commissario della Regione del Veneto per la quale sarebbe troppo tardi qualsiasi azione per evitare la privatizzazione del'Ente

ROVIGO – L’ex sindaco Edoardo Gaffeo invita la maggioranza a portare in consiglio comunale la delibera per finanziare Iras con 3,2 milioni di euro che per la sua amministrazione era invotabile, perchè contraria alla legge (LEGGI ARTICOLO), la Regione insiste nella procedura di privatizzazione dell’Ente socio assistenziale di Rovigo.

“Il percorso tracciato per Iras da parte della Regione è molto chiaro e non da alcuna possibilità diversa se nel panorama politico non esce una proposta che superi il passato e dia certe e concrete soluzioni al tema economico finanziario dell’Ente” afferma la Cgil Rovigo per voce dei segretari Pieralberto Colombo, Davide Benazzo e Roberta Denanni di Cgil Funzione pubblica.

“Quanto avvenuto in questi 8 anni di Commissariamento ci è altrettanto chiaro, perché vissuto da vicino insieme ai lavoratori, e i risultati sono stati solo due: la chiusura di Casa Serena con il conseguente vuoto urbano e la dimostrazione che, anche se gestita con le mille difficoltà conseguenti ad una struttura in default economico, Iras può produrre utili.

Quello che non permette di andare avanti sono i debiti accumulati e, pure su questo tema, anche se sembra alcune volte che la memoria collettiva venga meno, sappiamo bene dove risiedono le colpe – afferma la Cgil Rovigo – Ad oggi è fallito qualsiasi tentativo di produrre un piano di risanamento in sinergia tra Iras, Regione e Comune, storia anche questa ben conosciuta e la Regione ha deciso di trovare i soldi sul mercato attraverso la sostanziale privatizzazione di Iras.

Riteniamo che una seria valutazione su ciò che comporta il futuro assetto e governo, anche economico, di un tema sociale come la non autosufficienza in un territorio come il nostro, sarebbe utile che la nostra Provincia lo facesse.

La nota dell’ex Sindaco, sostanzialmente, ci sembra una chiara domanda a chi era in minoranza fino a ieri ed aveva le idee chiare sull’utilizzo dei famosi 3,2 milioni. “Perché ora che sei in maggioranza non procedi con quanto ritenevi così semplice fino a ieri?”

La risposta, giusta o sbagliata che sia, oltre agli innumerevoli “e perché non l’avete fatto un anno fa?”, è arrivata da parte del Commissario della Regione Veneto Tiziana Stella che descrive come è cambiata la situazione economico finanziaria e degli strumenti fruibili per il piano di risanamento.

Ciò che possiamo dire oggi è che sappiamo tutto su Iras, salvo una cosa. Poco prima delle elezioni organizzammo una tavola rotonda con tutti i candidati, e la prima domanda, spunto di una lettera fatta dai lavoratori quale richiesta d’impegno al futuro Sindaco, fu proprio quale fosse la strategia che, appena eletto, avrebbe messo in atto il nuovo Sindaco per evitare la disastrosa privatizzazione di Iras con il peggioramento dei rapporti di Lavoro dei circa 160 lavoratori.

La domanda che ora ci sentiamo di fare alla amministrazione del sindaco Valeria Cittadin, come facemmo ai due precedenti Sindaci Bergamin e Gaffeo, e che non può essere un general generico impegno come nella serata della tavola rotonda, è cosa si vuole fare per salvare l’Iras? Quali azioni concrete? Quali e quante risorse disponibili? Quando si pensa di attivare un tavolo di crisi per affrontare anche le ricadute sui lavoratori?

Risposte come “noi lo avevamo detto”, “si poteva fare prima”, “ci stiamo impegnando”, “abbiamo ricucito i rapporti con la Regione”, “stiamo monitorando quanto sta avvenendo”, sono sicuramente importanti, ma non risolvono il problema.

Chiudiamo rimarcando quello che già precedentemente avevamo presentato come possibile progetto: il Comune di Rovigo attraverso una propria partecipata potrebbe gestire direttamente il servizio di Iras e tutti i lavoratori con un piano di rientro che tenga conto dei 3,2 milioni di euro come transazione per il passato oltre alle risorse date dal valore conseguente alla gestione diretta in paternariato di Iras, con il contestuale intervento della Regione per la liquidità necessaria, il tutto collegato ad un progetto a lungo termine sul futuro dei servizi sociali del Comune.

E’ chiaramente irragionevole dal punto di vista sociale e politico, oltre che sbagliato anche dal punto di vista commerciale, lasciare che sia il privato a fare business sulla mancanza di lungimiranza e capacità del pubblico conclude Cgil Rovigo.

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