Nessuna scusa formale impedisce alla maggioranza consiliare di Rovigo di riproporre in consiglio comunale la proposta da 3,127 milioni per salvare l'ente dalla privatizzazione
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ROVIGO – E’ giunto il momento per la maggioranza del sindaco Valeria Cittadin, che oggi comprende anche gli ex Menon (LEGGI ARTICOLO) e Forza Italia (LEGGI ARTICOLO), e che troverà sicuramente l’appoggio del Partito democratico, di portare in consiglio comunale di Rovigo, e votare, la proposta di delibera a firma dell’ex capogruppo Lega (oggi assessore) Michele Aretusini (LEGGI ARTICOLO) e dell’omologo Pd Nello Chendi (LEGGI ARTICOLO).

Lo afferma in una lettera aperta ai sindacati Cgil, Cisl e Uil, che al tempo caldeggiavano la proposta di finanziare Iras per 3,127 milioni di euro per evitarne la privatizzazione, una possibilità ritenuta non percorribile da parte degli uffici comunali, l’ex sindaco Edoardo Gaffeo. Gaffeo ricorda inoltre come sia ancora possibile bloccare la privatizzazione dei servizi voluta dalla Regione del Veneto entro il 30 luglio 2024.

“Il grave stato di crisi economico-finanziaria che negli anni ha investito l’Istituto Rodigino di Assistenza Sociale (Iras Rovigo) rappresenta un tema di vitale interesse non solo per gli ospiti e i lavoratori dell’Ente, ma per l’intera comunità Rodigina e Polesana, unanime nel ritenere che Iras rappresenti un patrimonio pubblico da tutelare e rilanciare.

In data 4 giugno 2024, con scadenza prevista per il 30 luglio 2024, Azienda Zero di Regione del Veneto ha pubblicato un avviso pubblico per la presentazione di proposte di project financing/partneriato pubblico privato per l’affidamento della gestione operativa del Centro Servizi San Bortolo di Iras. Si tratta dell’atto amministrativo propedeutico alla futura privatizzazione della gestione operativa dell’attività di struttura residenziale accreditata per l’accoglienza di persone non autosufficienti, che ad oggi Iras esercita in regime pubblicistico.

Non più tardi del 16 aprile u.s., le lavoratrici ed i lavoratori di Iras – congiuntamente alle Rappresentanze Sindacali – hanno sottoscritto una petizione rivolta ai Candidati alla carica di Sindaco del Comune di Rovigo, chiedendo loro l’assunzione di un impegno concreto nell’evitare la privatizzazione in caso di elezione. Ora che il corpo elettorale si è democraticamente espresso ed il Consiglio Comunale di Rovigo è nel pieno delle sue facoltà istruttorie e deliberative, vi sono tutte le condizioni affinché l’eventualità della privatizzazione possa essere scongiurata attraverso una concreta e subitanea azione amministrativa da parte del Sindaco Valeria Cittadin, la Giunta e la relativa maggioranza consigliare.

Nel corso della seduta di Consiglio Comunale svoltasi il 4 luglio 2023 venne discussa una delibera – primi firmatari Michele Aretusini e Nello Chendi – il cui testo prevede la proposta di un accordo tra Comune di Rovigo e Iras, finalizzato allo scioglimento consensuale della Concessione/Contratto per la gestione dell’immobile denominato Casa Serena risalente al 2004, e la contestuale erogazione da parte del Comune di Rovigo a Iras di una somma pari a 3.127.515,29 euro a titolo di rimborso per gli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati che Iras nel tempo ha sostenuto su Casa Serena.

Quella delibera, ancorché respinta (LEGGI ARTICOLO), vide il voto favorevole di 13 Consiglieri Comunali. Tra di essi, Michele Aretusini, Mattia Maniezzo e Lorenzo Rizzato, attuali Assessori del Comune di Rovigo; Mattia Moretto, attuale Presidente del Consiglio Comunale di Rovigo; Tiziano Menon e Damiano Sette, attuali Consiglieri di maggioranza del Comune di Rovigo; e Antonio Rossini, attuale Consigliere di opposizione del Comune di Rovigo.

La stessa proposta di delibera è corredata di tutti i pareri tecnici obbligatori, e può essere riproposta all’attenzione del Consiglio Comunale in una seduta da tenersi entro il 30 luglio 2024.

Entrambe le fattispecie di impedimento alla riproposizione, ex Art. 32 comma 2 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale del Comune di Rovigo, non trovano infatti applicazione, essendo rispettivamente trascorsi più di 6 mesi dal momento in cui la proposta di delibera venne respinta, ed essendo nel frattempo sopraggiunta la nota sentenza del TAR Veneto che ha visto il Comune di Rovigo soccombere.

In caso di riproposizione e approvazione da parte del Consiglio Comunale, la certezza di erogazione della somma sopra indicata consentirebbe di dotare Iras della provvista finanziaria necessaria all’attivazione delle operazioni di rinegoziazione dei debiti bancari come da piano di risanamento a suo tempo illustrato. Al tempo stesso, ciò consentirebbe il conseguente ritiro della manifestazione di interesse finalizzata alla privatizzazione della gestione del Centro Servizi San Bortolo, e il mantenimento nell’ambito della sfera pubblica dei rapporti di lavoro individuali.

È del tutto ragionevole prevedere che, in caso di riproposizione, la delibera “Aretusini-Chendi” possa essere approvata nella sua formulazione originale, stante l’omogeneità di indirizzo politico tra il suo primo proponente (nonché attuale membro della Giunta Comunale), i numerosi Consiglieri che nel luglio 2023 espressero parere favorevole e l’attuale maggioranza consigliare.

I motivi che portarono alla non approvazione della citata delibera da parte del Consiglio Comunale nel luglio 2023 – che personalmente continuo a ritenere cogenti – sono fin da allora stati considerati dagli esponenti dell’attuale maggioranza consigliare come irrilevanti. Posizione espressa in maniera continuativa nei mesi successivi, e ribadita più volte anche durante la recente campagna elettorale.

D’altro canto, la stessa sindaco Valeria Cittadin, interpellata a tal proposito nel corso dell’incontro pubblico svoltosi il 27 maggio 2024 – in occasione del quale la petizione sottoscritta dai dipendenti Iras già citata venne presentata – ha ribadito che “ […] il mio trascorso sindacale non può che venire a galla quando sento di lavoratori che rischiano di passare al privato con un piano di ristrutturazione. Iras deve rimanere pubblica ed i lavoratori devono essere dipendenti pubblici, per garantire loro le tutele che gli spettano, ma anche per garantire alle famiglie ed agli ospiti la qualità del servizio che solo il pubblico può offrire”.

Parole così nette non possono essere seguite da atti concreti coerenti, che però ad oggi non si sono materializzati.

Sono certo che il senso di preoccupazione per questa totale mancanza di iniziativa amministrativa immediata, pur in presenza di una ampia agibilità politica che ne lascia intravedere un successo pressoché certo, sia da voi condiviso” conclude Gaffeo rivolgendosi ai sindacati nella speranza che possano spingere la maggioranza a dare seguito ai proclami di campagna elettorale con i fatti per salvare Iras Rovigo dalla privatizzazione.

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