ROVIGO – Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato, comunica in considerazione della rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione essendo intervenute notizie stampa, che “la Procura della Repubblica di Rovigo ha richiesto la archiviazione in data 25 luglio 2024 nell’ambito di un procedimento penale contro ignoti per le ipotesi di reato di reato di cui agli artt. 48 e 479 c.p. (falso per induzione) in Rovigo il 3/11/2020 e Padova il 17/11/20 e all’art. 590 sexies c.p. (omicidio colposo in ambito sanitario)” in relazione al decesso di Giacomo Magaraggia, morto al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rovigo il 30 ottobre 2020 a soli 34 anni, procedimento in precedenza già archiviato, e di cui era stata disposta dalla Procura della Repubblica di Rovigo la riapertura delle indagini. Giacomo Magaraggia era molto conosciuto a Rovigo, uno sportivo, un fisico prestante, la sua morte ha destato molto scalpore.
“Le indagini preliminari svolte sono consistite – continua la nota della Procura – oltrechè nel riesame e approfondimento della documentazione medica, degli atti e dei verbali del procedimento precedentemente archiviato, anche nella assunzione come persone informate sui fatti di 10 medici e 2 persone offese, familiari del deceduto, nonché nello svolgimento di consulenza tecnica medico legale la quale ha escluso la sussistenza di errori, inadeguatezze o ritardi nella gestione clinico-assistenziale e terapeutica di Giacomo Magaraggia da parte di medici da cui possa essere dipeso il decesso, nonché ha acclarato la correttezza e proporzionalità degli interventi specialistici prestati in condizione di urgenza, in considerazione della forma di presentazione “atipica” della patologia e del quadro sviluppato da M.G. (Giacomo Magaraggia, ndr), che determinava una progressione atipica sotto il profilo clinico che culminava con l’exitus per insufficienza miocardica acuta su base meccanica, evento di fatto ex ante concretamente non prevedibile, né prevenibile da parte dei curanti che si sono succeduti in data 30 ottobre 2020”.
“Quest’Ufficio – continua la nota del Procuratore della Repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato – ha ritenuto conseguentemente all’esito di tutte le indagini preliminari svolte che, alla luce di tutti gli accertamenti ulteriori e la consulenza tecnica medico legale svolta che ha analizzato compiutamente la documentazione medica acquisita – consulenza che si è ritenuto sia giunta a conclusioni scevre da errori logici e da altri vizi che ne inficino il risultato – non vi fossero elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari che consentissero di formulare una ragionevole previsione di condanna, come richiesto dall’attuale art.408 cpp post Riforma Cartabia, sia per l’ipotesi di omicidio colposo per responsabilità medica cui all’art.590 sexies c.p. in relazione al decesso di M.G. (Giacomo Magaraggia, ndr) avvenuto all’ospedale di Rovigo il 30 ottobre 2020, che per l’ipotesi di falso per induzione a carico di pubblici ufficiali e ciò in particolare in quanto secondo i consulenti tecnici medico legali il dato riportato in un documento medico, e che i familiari contestavano come non vero, non influiva nella cura e diagnosi e rilevava come mero errore materiale nella trasmissione di informazioni nell’ambito clinico-anatomo patologico (trattasi di una postilla contenuta in appunti redatti in occasione del riscontro autoptico da parte un medico della Uoc Anatomia Patologica dell’Ulss 5 di Rovigo, ove nella parte iniziale erano riportate notizie indicate come riferite da un familiare a un medico del Pronto Soccorso, inviati informaticamente a medico di altro ospedale per mezzo di un applicativo ospedaliero come completamento di dati medici utili); inoltre, l’insussistenza del reato di falso per induzione -in relazione cioè alla potenziale falsità della circostanza riportata in un documento medico e indicata come riferita da un familiare ad un medico e che i familiari negano (aspetto che pure è stato approfonditamente investigato in quanto vi sono versioni difformi su come sono andati i fatti in occasione dell’accesso al Pronto Soccorso e di quanto accaduto in seguito) – è stata valutata anche sotto il profilo dell’elemento soggettivo del dolo, ritenuto mancante nel caso di specie per più ragioni, esplicitate nella richiesta di archiviazione, tra cui il fatto che la affermazione riportata sul suddetto documento medico non aveva diretto rilievo causale con il decesso, come accertato in sede di consulenza tecnica medico legale svolta dalla Procura”.
Le persone offese, ovvero la famiglia Magaraggia ha presentato opposizione al Gip alla suddetta richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Rovigo. La famiglia Magaraggia aveva anche chiesto che non fosse lo stesso Giudice della prima archiviazione a decidere, ma il 28 novembre sarà sempre il Gip Silvia Varotto a valutare il caso.
“Siamo rispettosi della Giustizia – sottolinea Roberto Magaraggia, padre di Giacomo – ma chiediamo un giusto processo”. Nei giorni scorsi lo stesso Magaraggia aveva avuto parole dure, manifestando anche la volontà di immolarsi davanti al Palazzo di Giustizia. (LEGGI ARTICOLO)
In caso si seconda archiviazione non ci saranno margini di manovra per la famiglia Magaraggia, un caso che ha scosso tutta Rovigo.

















