ROVIGO – “Il comunicato, diffuso ai giornali dal Procuratore della Repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato, altro non è che un suo punto di vista (LEGGI ARTICOLO)”. Ne è convinto Roberto Magaraggia che per ottenere verità sui fatti che hanno portato alla tragica morte del figlio Giacomo in ospedale a Rovigo chiede da tempo che vengano svolte indagini adeguate e che non si continui a richiedere l’archiviazione del caso
“Un comunicato trasmesso nero su bianco su un pezzo di carta. Se uno dovesse porgli delle domande, la carta non risponderebbe. Quindi, considerato che in tutti i modi non vogliono scendere in Tribunale a un dibattimento pubblico, ci adegueremo” continua Magaraggia.
“Sappiamo bene che uno scritto è letto da chi o non gliene importa niente, da chi lo comprende e da chi se ne intende. Noi paura non abbiamo perché siamo dalla parte della verità. E “verità”, non ha plurale” conclude Roberto Magaraggia che recentemente aveva annunciato di essere pronto a tutto (LEGGI ARTICOLO) pur di poter sostenere le proprie ragioni in un processo, al momento sempre ritenuto non necessario.
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