ROVIGO – Ancora un mese di attesa. Questa la realistica previsione di riapertura del Polo Natatorio di Rovigo. Conto alla rovescia per la Giunta Cittadin per risolvere una questione che sta tenendo banco da oltre 9 mesi. Una città capoluogo senza piscina è una cosa fuori dal mondo.
La piscina era stata chiusa dall’Amministrazione Gaffeo per lavori di messa in sicurezza indifferibili (LEGGI ARTICOLO), poi la gara per l’affidamento e la vittoria della Pool 4.0 di Ferrara, ed il conseguente ricorso della Rhodigium nuoto che sosteneva di aver fatto la miglior offerta per la gestione dell’impianto. Il Tar si è pronunciato. Tutto da rifare o quasi. 15 giorni di tempo per ripresentare di fatto l’offerta con una integrazione chiesta dagli uffici di Palazzo Nodari prima dell’esclusione, entro un mese la Commissione del Comune di Rovigo dovrà decidere, verosimilmente entro 30 giorni la piscina dovrebbe essere assegnata. Usiamo il condizionale perchè quando si parla di gestione di impianti pubblici, l’incognita è sempre dietro l’angolo.
“La sentenza del Tar è per noi un punto di ripartenza – spiega il vicesindaco ed assessore allo Sport Andrea Bimbatti – e non solo rientra nei tempi che ci aspettavamo ma anche il contenuto era tra le ipotesi che con gli uffici avevamo previsto. Come si suol dire la fretta fa i gattini ciechi, e l’aver voluto correre per riaprire la piscina ha indotto la commissione giudicante a commettere un errore che ha consentito a Rhodigium di impugnare. Inutile tornare su ciò che è stato fatto, perché lo valuteremo internamente con il sindaco, ma ora dovranno essere riaperti i termini per consentire a Rhodigium di integrare la propria documentazione come era previsto dal disciplinare di gara. Direi che ora la riapertura è più vicina, ma anche questa esperienza dovrà essere da guida dato che troppe volte il comune di Rovigo soccombe in giudizio”.

















