Una serata speciale organizzata da Rotary club Rovigo, con Panathlon club, Lions club, Inner Wheel, Soroptimist, Lions for Pets e Rotary club Badia Lendinara Alto Polesine

ROVIGO – “Il Giubileo è un messaggio rivoluzionario, ma inattuale: siamo in un mondo in guerra, un mondo in cui prevale la Giustizia vendicativa, dove chi fa male deve essere punito; invece il Giubileo ci dice di condonare i debiti, e liberare i prigionieri, perchè c’è la possibilità di redimere anche chi ha fatto il male”.  

Giubileo 2025, recupero dei detenuti e carcere minorile. Martedì 11 febbraio il Vescovo di Adria e Rovigo, Monsignor Pierantonio Pavanello, è stato ospite all’Hotel Cristallo della serata Interclub. Una grande partecipazione dei soci dei Club Service della città di Rovigo, con la presenza anche di don Andrea Varliero e don Christian Malanchin, parroci di San Bortolo, e don Leonard Simla.

A introdurre la conviviale la presidente del Rotary club Rovigo, l’olimpionica Laura Foralosso, al tavolo presidenziale Pia Poliero (Panathlon club Rovigo), Isabella Sgarbi (Lions club Rovigo), Michela Roncagallo (Inner Wheel), Mariangela Goggia (Soroptimist), Maria Gabriella Zanirato (Lions for Pets) e Remo Saggioro (Rotary club Badia Lendinara Alto Polesine).

Monsignor Pavanello ha iniziato il suo ministero pastorale nella Diocesi di Adria e Rovigo il 6 marzo 2016, grande appassionato di ciclismo, originario di Bassano del Grappa, è stato ordinato presbitero a maggio 1982. Nell’ottobre del 1989 è stato inviato a Roma per proseguire gli studi in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito il dottorato nel 1993 con una tesi su “La perpetuità dell’incapacità di assumere le obbligazioni essenziali del matrimonio”. 

Nel 1992 è stato nominato Difensore del Vincolo del Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto, Giudice nel 1999, Vicario Giudiziale Aggiunto nel 2001. Docente di Diritto Canonico tra il 1992 e il 2015, dal 1994 al 2005 è stato segretario del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale Diocesano di Vicenza e membro di varie commissioni diocesane. 

Nel 2004 è stato nominato Cancelliere della Diocesi di Vicenza e nel 2005 Direttore della Casa del Clero. Numerosissime le sue pubblicazioni di monografie e articoli tra il 1994 e il 2015. Il 27 ottobre 2015 Benedetto XVI lo ha nominato Cappellano di Sua Santità, poi il 23 dicembre 2015 Papa Francesco lo ha nominato Vescovo della Diocesi di Adria e Rovigo.

Parole mai banali, sempre contestualizzate nel periodo attuale, Monsignor Pavanello ha affrontato temi caldi che riguardano la città di Rovigo, ponendo grande attenzione alla Giustizia riparativa. 

“La grande sfida è quella di recuperare una dimensione di umanità, anche per chi questa umanità l’ha rinnegata con i suoi comportamenti. Anche le nostre carceri producono nuovi comportamenti delittuosi, dobbiamo, come società, porci questo problema. A breve aprirà il carcere minorile di Rovigo, dovrebbe sostituire quello di Treviso, che in verità è inserito in un’ala del carcere dei ‘grandi’ – dieci celle, ma spesso i detenuti sono il triplo dei posti disponibili. Non c’è spazio per alcuna attività, nemmeno per la scuola, capite che se in queste condizioni non si può recuperare i giovani che arrivano da una povertà educativa, sono problemi che ci riguardano tutti. Il messaggio del Giubileo ci provoca anche su queste tematiche”.

Come Papa Francesco, che in apertura di Giubileo 2025 si è recato nel carcere di Rebibbia, aprendo una Porta Santa anche dentro il penitenziario, anche il Vescovo di Adria e Rovigo punta sulla speranza di redenzione, recupero e reinserimento.

“La speranza non è solo un sentimento, ma è legata alla Fede, la speranza nasce nel cuore quando accogli la promessa di Dio. Qualsiasi cosa accade, c’è sempre un nuovo inizio, se si crede in Dio”. Monsignor Pavanello ha raccontato la toccante esperienza del cappellano dell’Ospedale, chiamato da un giovane padre morente per ricevere il conforto di Dio, ma ha affrontato anche il tema dei giovani e dei social, “il mondo digitale rischia di toglierci la nostra sensibilità e la nostra intelligenza, dovremo trovare anche una forma di digiuno da questi strumenti, per riprendere a scrivere e a leggere”.


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Le prime immagini dell’anno Santo sono i pellegrini che affollano Roma, ma per conoscerne realmente il significato bisogna andare alle radici bibliche del Giubileo. “Un’istituzione di cui ci parla la Bibbia, in particolare il capitolo 25 del libro del Levitico, uno dei libri della cosiddetta Torah, che costituivano il codice dell’alleanza, e davano le regole e lo stile della vita di questo popolo speciale, che è il popolo di Israele. In questo capitolo si parla dell’anno 50esimo, la premessa è che ogni 7 anni c’è un anno speciale, l’anno sabbatico, ogni settimana di anni c’è un anno in cui si prescrive che la terra riposi. La terra è di Dio, come si è riposato al settimo giorno, così è giusto anche che la terra riposi, rinunciando a coltivarla è giusto che l’uomo riconosca la signoria di Dio. Ogni sette settimane di anni c’è un anno 50esimo. Un anno che viene viene annunciato da uno strumento particolare, formato da un corno di bue, indicato con il termine yobél, da cui deriva la parola Giubileo”.

“Un anno in cui si ritornava alle origini in cui si ristabiliva la Giustizia all’interno del Popolo – ha spiegato Monsignor Pavanello – ed è interessante che Papa Francesco nel messaggio che ha scritto per la giornata della Pace di quest’anno, definisce il Giubileo il tempo in cui siamo chiamati a ristabilire la Giustizia di Dio nell’umanità. Il Giubileo per Israele era un nuovo inizio, secondo il progetto di Dio in cui regnava la Giustizia, che si attuava in tre prescrizioni: la prima il riposo della terra, un anno in cui anche i poveri potevano raccogliere quello che cresceva nei campi, restituendo una condizione di uguaglianza. Pensate cosa significa oggi lasciare riposare la terra per l’ambiente, una creatura che ci fa percepire il suo grido.

La seconda prescrizione era importante, ovvero venivano condonati tutti i debiti. Tutti avevano il diritto di vivere con una seconda possibilità. La terza era la liberazione dei carcerati. Il 50esimo era l’occasione per un nuovo inizio per tutti”.

Negli ultimi giubilei già Giovanni Paolo II, come Papa Francesco, è stato chiesto ai Paesi ricchi di condonare una parte del debito ai Paesi più poveri, “un atto di Giustizia, perchè esiste anche un credito ecologico. La ricchezza dei Paesi del Nord del Mondo nasce anche dallo sfruttamento dell’altra parte del Pianeta”.

“Il Giubileo nella Bibbia è un’istituzione rivoluzionaria. Così rivoluzionaria, che sembra quasi mai messo in pratica”. Un passaggio importante nell’Antico Testamento proprio quando Gesù a Narzareth, nel discorso inaugurale nella sinagoga, commentava un passaggio della scrittura parlando dell’anno di grazia del Signore. Un richiamo all’istituzione del Giubileo, una prospettiva che non si limita solo a delle devozioni, ma che provoca e spinge per un cambiamento profondo nei rapporti tra gli uomini.

Su una spinta popolare alla ricerca dell’indulgenza, con Papa Bonifacio, nel 1300 nasce il Giubileo che conosciamo noi. Da qui il pellegrinaggio a Roma e il passaggio della Porta Santa come forma di conversione e cambiamento. La scadenza inizialmente era ogni 100 anni, poi si è passati subito a 50 tra il 1300 e 1400, poi a 25, per dare a tutte le generazioni la possibilità di vivere questo momento di grazia. Ci sono anche anni santi straordinari legati al passaggio del millennio (2000), e all’età di Cristo.

“Nel 2025 il tema proposto è quello della Speranza (Pellegrini di Speranza), pandemia, guerra, e cambiamenti climatici ci dicono che siano in una svolta. Non un semplice ottimismo – ha spiegato il Vescovo di Adria e Rovigo – ma una certezza che si radica nella Fede. Una speranza di cui il Mondo ha bisogno”. Elementi tipici che caratterizzano questo anno Santo, proposte concrete: il primo è il pellegrinaggio, un cammino spirituale che si può vivere anche restando a casa; poi il passaggio della Porta Santa, nelle quattro basiliche (San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore),  esprimendo questo cambiamento interiore. Aspetto fondamentale l’indulgenza, non solo il perdono dei peccati, ma anche la cancellazione delle conseguenze del peccato, per poter ripartire senza il fardello degli errori commessi”.

Al termine della serata Rotary club Rovigo, Panathlon club, Lions club, Inner Wheel, Soroptimist, Lions for Pets e Rotary club Badia Lendinara Alto Polesine hanno fatto una donazione al Vescovo Pavanello, che ha già annunciato che sarà devoluta alla Locanda della Casa, il nuovo servizio di mensa cittadina che ha raccolto il testimone dei Frati Cappuccini di Rovigo.  

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