Pier Paolo Frigato sarà il nuovo presidente di Ecoambiente. Con lui in Cda l'amministratore delegato Adriano Tolomei, indicato dal Comune di Rovigo, e Chiara Turolla

ROVIGO – Anche Badia Polesine, Rosolina e Taglio di Po hanno confermato la proposta di sostiture Marco Trombini come presidente di Ecoambiente con Pier Paolo Frigato (Lega) e di avvicendare Michela Bacchiega con la sindaca di Arquà Polesine Chiara Turolla. Adriano Tolomei rimane invece inamovibile essendo stato indicato dal Comune di Rovigo come amministratore delegato della società.

Se il bilancio di Ecoambiente è stato approvato con 37 voti favorevoli (LEGGI ARTICOLO) il terzo punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci che esercitano il controllo analogo nella società provinciale che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti, ovvero la nomina del Cda di Ecoambiente, è passato con 34 voti e 745 quote.

Unanimità dei presenti e polemiche da parte dei soci Comune di Lendinara, tramite l’assessore delegato dal sindaco Luigi Viaro Franco Fioravanti e dal sindaco di Villadose, ex consigliere di amministrazione di Ecoambiente, Pierpaolo Barison. Castelmassa ha abbandonato per celebrare il consiglio comunale visto che il numero dei presenti era superiore alla quota minima richiesta di 30 partecipanti.

Lendinara e Villadose hanno abbandonato la votazione dall’esito scontato quando sarebbe bastato un loro voto contrario per creare non pochi problemi al rinnovo del Cda in base al parere richiesto dal Consiglio di bacino al professore ed avvocato Stefano Colombari, coestensore della Convenzione di Controllo Analogo.

Se poi, anche gli assenti avessero espresso il loro dissenso indicando la terna alternativa a quella proposta dalla Lega con Rovigo si sarebbe ricaduti sicuramente in quella condizione di estrema attenzione invocata da Colombari che aveva avvisato tutti i sindaci: “occorre avvertire i Comuni di essere prudenti perché, come è noto, in base all’art. 5, comma 5, lett a) del Codice dei contratti pubblici tutti gli Enti soci devono concorrere a nominare i membri del Cda. La stessa Convezione sul controllo analogo prevede la regola generale dell’unanimità cui, sempre in base alla Convenzione e anche alla luce del principio di leale collaborazione tra Enti, sarebbe possibile derogare solo se reiterati e seri tentativi di raggiungere l’unanimità rimanessero senza esito“.

Il consiglio del legale, tradotto, suona un po’ così: “attenzione a non pensare di nominare il nuovo Cda facendovi forti solo dei 30 voti previsti perchè, per evitare problemi per il mantenimento del servizio in house providing, è necessaria l’unanimità di una assemblea valida (almeno 30 partecipanti) e, se non si raggiunge l’unanimità, bisogna fare vari tentativi con nuove reiterate assemblee”.

Chissà se i Comuni che non hanno partecipato pensando che la loro proposta, ovvero il mantenimento del Cda uscente con Trombini, Bacchiega e Tolomei, avevano contezza della questione o se semplicemente non hanno partecipato al voto pensando che tanto “sarebbero stati asfaltati” da 34 voti differenti dal loro proposito…

Lendinara ha invocato una scarsa condivisione nella scelta della nuova terna ed ha ventilato che, non essendoci interesse per il Comune, si potrebbe pensare che la cosa sia reciproca da parte del Comune per l’azienda, tanto da ventilarne l’uscita, Villadose ha invece chiesto che i giochetti politici rimangano fuori dalla società Ecoambiente.
“Non asfaltiamo nessuno” ha ribadito Barison prima di abbandonare l’assemblea “Ecoambiente è figlia di un accordo politico avvenuto per le provinciali che ha visto prevalere l’asse Lega con i civici. Gli accordi politici ed i giochetti non vanno usati per Ecoambiente. Oggi la società è in house providing, lo abbiamo approvato nei nostri consigli comunali ed in 3 anni abbiamo aumentato del 23% della tariffa, un +7,5% ogni anno per 3 anni.

Il piano finanziario del 2020 approvato da tutti noi o conteneva dei conti sbagliati o c’è qualcosa che non funziona in Ecoambiente quindi, prima di parlare di nomi per il Cda, vorrei capire cosa andranno a fare nei prossimi anni i nominati, perché non ho nessuna intenzione di vedere ancora aumenti annui del 7,5-10% con il nuovo Cda” ha affermato Barison.

Marco Trombini, nella presidenza dell’ultima assemblea di Ecoambiente, ha espresso il suo desiderio di vedere abbassata la tariffa dei rifiuti, “dobbiamo far fatturare di più Polaris risolvendo l’inciampo dell’80-20 di fatturato pubblico-privato” ha suggerito.

Lasciatemi concludere con due riflessioni a voce alta – ha commentato Trombini – sono rimasto estremamente deluso da Enrico Ferrarese, sindaco di Stienta e presidente della Provincia, perchè non è stato capace di mediazione”. “Ti ho indicato come presidente della Provincia dopo di me – ha ricordato Trombini rivolgendosi direttamente a Ferrarese – quando combattevamo contro l’ex sindaco di Rovigo Massimo Bergamin e quando proprio Rovigo con cui oggi sei d’accordo è stata motivo di vari inciampi con Ecoambiente, tra cui il ritardo della partenza della raccolta porta a porta che è costata a tutti noi”.

Trombini si è congedato esprimendo la seconda delusione di giornata per il mancato rispetto rivolto dai presenti al presidente del Consiglio di bacino Antonio Laruccia che non sta bene in questi giorni e che aveva chiesto il posticipo dell’assemblea, ma che non gli é stato concesso per autoconvocazione.

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