Il contributo di Michele Masin, studente universitario del Movimento 5 Stelle, rivolto all'amministrazione comunale ed al Cur di Rovigo
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ROVIGO – “Il Polesine continua a spopolarsi ed invecchiare, occorrono politiche strutturali per dare uno sviluppo socio-economico al nostro territorio. Seppur favorevoli alla tappa del Giro d’Italia, questa non basta” afferma per il Movimento 5 Stelle Michele Masin, studente universitario.

“Il dibattito avvenuto in consiglio comunale a Rovigo su come promuovere l’economia e lo sviluppo del nostro territorio è stato un primo passo, per il quale auspico ci siano altri momenti di confronto. Tra chi invocava la mancanza di progettualità, e chi riteneva sufficienti gli eventi che si sono susseguiti negli ultimi periodi, non è emersa da maggioranza e opposizione l’idea di una Rovigo universitaria come modello di sviluppo.

Rovigo ha eccellenze e caratteristiche sociali uniche: abbiamo il Rugby Rovigo, orgoglio nazionale, e siamo la provincia anagraficamente più vecchia del Veneto. Già questi due dati basterebbero per capire dove puntare: sport e servizi infermieristico-assistenziali.

L’Università a Rovigo conta poco più di 1700 studenti, ma con piccoli corsi. Anche in virtù di quanto dichiarato dalla Presidente del CUR nei giorni scorsi, che ricordava i passi in avanti fatti finora, l’invito che lanciamo all’amministrazione di Rovigo, e al CUR stesso, se si vuole veramente investire per il nostro territorio, non solo dal punto di vista d’immagine, è quello di iniziare a ragionare con le Università di Padova e Ferrara e farci parte attiva per quello che vorremmo per Rovigo, facendo capire l’interesse strategico che ci sarebbe nell’estendere l’offerta didattica nel nostro territorio per corsi di rilievo come le scienze motorie o servizi assistenziali impegnandoci nel creare un indotto con le nostre realtà.

Nuovi corsi universitari e campus per gli studenti possono essere una prima scossa per Rovigo per uscire da questa desertificazione economica e sociale, ma si deve iniziare a puntare su quello che attira veramente persone, per opportunità di studio e di lavoro. Non solo per le dimensioni più piccole e più comode del nostro territorio, ma per le sue peculiarità.

I giovani rodigini e polesani, soprattutto quando devono scegliere il loro percorso universitario sono costretti a guardare sempre a province confinanti con noi per un’offerta ancora troppo modesta nel nostro territorio.

Il confronto su quelle che possono essere le diverse ricette per promuovere lo sviluppo locale è un punto di partenza, ma la Politica deve iniziare a fare la propria parte, non è più tempo di misure di breve respiro, ma occorre rafforzare il nostro tessuto sociale offrendo tutti i servizi necessari per poter garantire nel nostro territorio le condizioni per un progetto di vita per i giovani.”

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