Il Comitato Cittadini No FIR convoca la cittadinanza il 27 agosto alle 21 al Teatro di Sant’Apollinare. Sul tavolo il progetto per la produzione di lana di roccia nell’area dell’Interporto, il ruolo della Regione e le possibili ricadute ambientali
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ROVIGO – Non sarà soltanto un incontro informativo, ma un’occasione per entrare nel merito del progetto FIR previsto in zona San Sisto e dei suoi possibili effetti sul territorio.

Il Comitato Cittadini No FIR dà appuntamento alla cittadinanza per giovedì 27 agosto alle 21 al Teatro di Sant’Apollinare, dove saranno approfonditi iter autorizzativo, caratteristiche dell’impianto e principali questioni ambientali sollevate nelle ultime settimane.

FIR S.r.l., azienda con sede a Roncà, in provincia di Verona, ha presentato il 12 dicembre 2025 la richiesta per realizzare un nuovo insediamento produttivo nell’area dell’Interporto di Rovigo, compresa nella Zona Logistica Semplificata. Il progetto riguarda un impianto di grandi dimensioni destinato alla produzione di lana di roccia.

Uno dei primi temi che verranno affrontati riguarda proprio chi decide sull’autorizzazione. Essendo l’area inserita nella ZLS, il procedimento passa attraverso un’Autorizzazione Unica di competenza della Regione Veneto. Il Comune di Rovigo non assume quindi la decisione finale, ma partecipa all’iter formulando osservazioni e prendendo parte alle sedi istruttorie e alle eventuali conferenze dei servizi.

Al centro del confronto ci sarà poi la collocazione dell’impianto in un’area già caratterizzata da attività produttive e da un intenso traffico di mezzi pesanti.

Secondo la documentazione raccolta dal Comitato e dalle opposizioni, nelle zone limitrofe all’Interporto sono già presenti attività considerate particolarmente impattanti, tra cui due fonderie. Da qui la richiesta di non valutare FIR come un insediamento isolato, ma di considerare anche gli effetti cumulativi derivanti dalle pressioni ambientali già esistenti.

Durante la serata saranno quindi approfonditi aspetti come qualità dell’aria, emissioni, rumore, traffico pesante e impatto complessivo sulla qualità della vita nelle aree circostanti.

Un altro punto riguarda le eventuali prescrizioni che potranno essere poste nel corso dell’iter. La Provincia di Rovigo, secondo il materiale predisposto per l’incontro, ha già dato una prima valutazione classificando l’attività tra quelle insalubri e chiedendo alla società una serie di integrazioni documentali.

Tra le domande ancora aperte ci sono quindi quale sarà l’impatto complessivo del nuovo insediamento, se verranno realmente considerati gli effetti cumulativi con le attività industriali già presenti e quali condizioni potranno essere richieste per tutelare residenti e territorio.

La questione, per il Comitato, va oltre il singolo stabilimento e riguarda più in generale il modello di sviluppo produttivo che si vuole perseguire nell’area rodigina, mettendo in relazione insediamenti industriali, tutela ambientale, qualità della vita e partecipazione dei cittadini.

L’incontro del 27 agosto sarà aperto a cittadini, associazioni e forze politiche, con la possibilità di porre domande e confrontarsi sugli sviluppi del procedimento autorizzativo.

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