Il consigliere comunale di Rovigo Franco Palmiro Tosini critica duramente l’Autorità per la Privacy e il Cnel: “Istituzioni ormai inutili, prive di credibilità”

ROVIGO – Due vicende che hanno occupato in questi giorni le cronache nazionali – il caso del Garante della Privacy e quello del Cnel – spingono il consigliere comunale e avvocato Franco Palmiro Tosini a una riflessione severa.

«Ho sempre pensato – afferma Tosini – che se c’è una cosa che non esiste, e non può esistere in un mondo tecnologicamente avanzato, è la riservatezza, la cosiddetta privacy. È diventata un pretesto per negare l’accesso a notizie o documenti, rifugiandosi dietro un termine abusato. Spesso provvedimenti, delibere e sentenze oscurano dati senza reali motivazioni, complicando la comprensione dei testi. È un’offesa all’intelligenza dei cittadini».

L’esponente civico punta il dito contro i vertici dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, dopo quanto emerso dal servizio televisivo di “Report”: «Il comportamento dei componenti del Garante – sostiene – lascia basiti. È un organo ormai non più credibile, e l’intero collegio dovrebbe dimettersi. Vedremo quali saranno le conseguenze dell’indagine della Corte dei Conti per un possibile danno erariale».

Tosini allarga poi il discorso al Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), definendolo «un ente inutile, costoso e superato».

«Era giusta – aggiunge – la proposta di abolizione avanzata a suo tempo da Renzi. Oggi il presidente Renato Brunetta ha pensato bene di aumentarsi lo stipendio da 250 mila a 315 mila euro annui. Solo dopo le proteste bipartisan ha fatto marcia indietro. Troppo tardi. Anche in questo caso, vadano a casa».

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