“Un anno di attesa per un assessore senza peso politico: scelta forzata e costosa per i cittadini di Rovigo”

ROVIGO – La nomina di Renato Campanile ad assessore della Giunta guidata dalla sindaca Valeria Cittadin (LEGGI ARTICOLO) non convince il capogruppo di Noi per Rovigo. A esprimere un giudizio fortemente critico è il consigliere comunale Antonio Rossini, che parla apertamente di una decisione tardiva, debole e politicamente poco credibile.

«Aspettare un anno perché la montagna partorisca un topolino – afferma Rossini – suona quasi come una presa in giro». Secondo il consigliere, le deleghe assegnate al nuovo assessore, definite di fatto come un insieme di “varie ed eventuali”, dimostrerebbero la scarsa rilevanza politica del ruolo rispetto agli altri componenti della Giunta comunale.

Una scelta che, a suo avviso, evidenzierebbe una mancanza di fiducia a monte: «Di fatto – sottolinea Rossini – la prima a non credere nelle capacità politiche di Campanile è proprio la sindaca Cittadin. Altro che atto di nomina: questo è un atto di sfiducia travestito».

Il consigliere punta il dito anche sulle ricadute economiche dell’operazione: «Una nomina priva di reale peso politico che si traduce soltanto in un esborso inutile sulle spalle dei cittadini, senza alcun beneficio concreto per l’azione amministrativa».

Infine, Rossini ipotizza che la scelta possa essere il frutto di pressioni politiche interne alla maggioranza: «Quando una decisione appare forzata e poco convincente – conclude – la brutta figura ricade inevitabilmente su chi la firma. E in questo caso, purtroppo, è del Sindaco».

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