“Una scelta discriminatoria che limita la libertà delle associazioni e mette in discussione l’imparzialità dell’amministrazione”

ADRIA (Rovigo) – Nel Consiglio comunale prenatalizio di Adria la maggioranza guidata dal sindaco Massimo Barbujani ha approvato una modifica al regolamento che, secondo il Partito Democratico di Adria, introduce un principio grave e pericoloso: l’esenzione dalle spese di affissione e di occupazione di suolo pubblico sarà concessa solo alle iniziative che godono del patrocinio comunale o che sono direttamente promosse dal Comune.

In altre parole, denunciano i dem, solo chi è “gradito” o allineato alle scelte della Giunta potrà beneficiare dell’agevolazione. Tutte le altre associazioni, gruppi e sodalizi, pur svolgendo attività culturali, sociali o civiche, saranno invece chiamate a pagare.

Il PD sottolinea come le norme che regolano oggi il patrocinio comunale siano estremamente generiche e lascino ampi margini di discrezionalità politica a chi amministra. «L’esonero – spiegano – avrebbe dovuto riguardare tutte le associazioni, non solo quelle patrocinate o promosse dall’Amministrazione».

Secondo il Partito Democratico, si tratta di un’operazione pensata per ottenere consenso facile, senza valutare la portata dell’atto approvato, che non garantisce l’imparzialità della pubblica amministrazione e introduce una distinzione arbitraria tra iniziative “ammesse” e “non ammesse”.

Ancora più grave, per i dem, è quanto previsto per le manifestazioni religiose: anche le semplici locandine che annunciano eventi o celebrazioni, per ottenere l’esenzione dalla tassa sulle affissioni, dovranno essere patrocinate o promosse dal Comune. Una previsione definita «assurda e senza precedenti».

«La maggioranza Barbujani – conclude il PD di Adria – ha compiuto una scelta chiaramente discriminatoria, che limita la libera espressione associativa dei cittadini, un principio tutelato dalla Costituzione. Un’Amministrazione pubblica non può decidere chi ha diritto a comunicare e chi no sulla base della vicinanza politica».

Una decisione che rischia di aprire un fronte di forte tensione con il mondo associativo cittadino e che solleva interrogativi pesanti sul rispetto dei principi di neutralità e pluralismo dell’ente pubblico.

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