ROVIGO – Il centrosinistra polesano rompe gli indugi e ufficializza la candidatura di Elena Paolizzi, sindaca di Bosaro, alla presidenza della Provincia di Rovigo. Una sfida diretta all’uscente Enrico Ferrarese, che si ricandida sostenuto dalla coalizione di centrodestra.
La presentazione si è svolta davanti a un tavolo politicamente composito, ma compatto: accanto a Paolizzi erano presenti il consigliere provinciale Roberto Tovo (Lista Civica per Rovigo), Federico Saccardin (Forum dei cittadini), il segretario provinciale del Partito Democratico Angelo Zanellato, oltre ai rappresentanti delle civiche di Adria, San Martino di Venezze e San Bellino, riunite nell’area delle Civiche Venete.
Una candidatura nata dal territorio
A spiegare la genesi dell’operazione è stato Tovo: «Abbiamo raccolto formalmente 125 firme, distribuite in modo molto articolato sul territorio. È nata come convergenza su una persona, ma sta diventando un progetto politico». Un documento programmatico, ha annunciato, è ormai pronto e verrà presentato nelle prossime settimane dalla candidata.
Il messaggio politico è esplicito: «L’omogeneità tra Comune capoluogo, Provincia e Regione non ha prodotto benefici. Anzi, ha consolidato l’isolamento del Polesine». Da qui la scelta di una candidatura alternativa, capace di “ricombattere una frammentazione che in passato non ha portato risultati”.
“Non tutti amministrano allo stesso modo”

Paolizzi rivendica senza ambiguità la natura politica della sfida: «Non è vero che tutti amministrano allo stesso modo. C’è una visione di centrodestra e una di centrosinistra, diverse nei contenuti e nelle priorità». Una candidatura, la sua, che nasce “dalla mente e dal cuore”: consapevolezza delle differenze politiche, ma anche la percezione di «un’occasione da non perdere».
Due i pilastri indicati come non negoziabili: tutela ambientale e lotta alle diseguaglianze. «Il Polesine è un territorio fragile e va difeso. E allo stesso tempo non possiamo lasciare indietro le aree più isolate, né accettare che la provincia diventi la periferia del Veneto».
Provincia “casa dei cittadini”, non solo dei Comuni
Sul modello di ente provinciale, Paolizzi allarga il perimetro rispetto alla formula cara a Ferrarese: «Sì, casa dei Comuni, ma prima ancora casa dei cittadini». Un ente che non si limiti alla gestione tecnica, ma che sappia «alzare l’asticella della riflessione politica» sul futuro del territorio: investimenti, infrastrutture, servizi alla persona, sviluppo sostenibile e rapporto con la Regione.
Il nodo, ribadito più volte, è il rischio di un Polesine ridotto a terminale di scelte prese altrove: «Destinatari di attività a basso valore aggiunto, mentre altrove si concentrano investimenti e opportunità. Questo territorio merita di più».
Una sfida apertamente politica
La candidatura di Paolizzi viene rivendicata come “baricentrica”: sindaca di un piccolo Comune, ma con piena consapevolezza delle dinamiche provinciali. L’obiettivo dichiarato non è solo vincere, ma riportare il dibattito politico sul futuro del Polesine dentro e fuori Palazzo Celio.
La campagna elettorale è breve, quindici giorni. Il confronto, però, è già impostato. E questa volta non si gioca solo sull’amministrazione dell’esistente, ma su una domanda più scomoda: il Polesine vuole continuare a subire o tornare protagonista delle proprie scelte?



















