ROVIGO – La questione dell’IPA – e in particolare dell’IPA Sistema Polesine – torna al centro del dibattito politico locale. A sollevarla è Antonio Rossini, capogruppo della lista civica Noi per Rovigo, che con un articolato intervento indirizzato alla sindaca Valeria Cittadin chiede di passare finalmente dalle enunciazioni di principio a una gestione strutturata e operativa dello strumento.
Secondo Rossini, dopo una lunga fase di sostanziale inattività, l’IPA (intese programmatiche d’area) sembra oggi avviarsi verso il rispetto delle funzioni previste dalla normativa regionale, nazionale ed europea. Ma perché questo avvenga davvero, serve un salto di qualità politico e organizzativo: pianificazione, coordinamento e capacità di co-decisione, per incidere concretamente sulla programmazione regionale e sull’utilizzo dei fondi europei 2021-2027.

Nel merito, Rossini richiama gli obiettivi strategici già individuati dall’IPA Sistema Polesine: attrarre insediamenti imprenditoriali ad alto valore aggiunto e sostenibili, creare occupazione stabile e qualificata, sviluppare filiere coerenti con le vocazioni territoriali – dall’agroindustria a una “via polesana” al turismo sostenibile – e rafforzare il legame tra formazione, istruzione e mondo produttivo.
Accanto allo sviluppo economico, l’intervento pone l’accento sulla messa in sicurezza del territorio sotto il profilo idrogeologico, sulla riduzione del consumo di suolo e sulla costruzione di un’identità territoriale condivisa, elementi ritenuti indispensabili per qualsiasi strategia di lungo periodo. Centrale anche il tema dei servizi, tanto per i cittadini quanto per le imprese: infrastrutture, reti energetiche e digitali, valorizzazione dell’Interporto di Rovigo, trasporti e servizi sociali.
Per rendere tutto questo possibile, Rossini individua una necessità precisa: dotare l’IPA di una struttura stabile, con risorse umane adeguate, capace di gestire il metodo della concertazione e progetti basati su dati oggettivi e valutazioni di impatto nel tempo. Una funzione che, a suo avviso, potrebbe essere svolta da AS2 Srl (LEGGI ARTICOLO), società in house già partecipata dagli enti locali polesani e dotata di competenze tecniche e progettuali.
Da qui l’appello diretto alla sindaca di Rovigo, al presidente della Provincia e ai sindaci dei Comuni soci affinché orientino le scelte strategiche di AS2 verso la gestione delle problematiche dell’IPA Sistema Polesine, valorizzando rapidità operativa, flessibilità gestionale, economicità e mantenimento delle competenze all’interno dell’orbita pubblica.
Rossini collega infine la propria proposta al documento condiviso l’11 dicembre 2025 da organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali, che individua priorità comuni per rendere il Polesine nuovamente attrattivo: lavoro qualificato, sostenibilità ambientale, formazione, sicurezza del territorio, servizi e una vera “cabina di regia” capace di mettere a sistema idee, competenze e finanziamenti.
La richiesta conclusiva è netta: il Comune capoluogo deve assumere un ruolo di guida, superando frammentazioni e inerzie. «Serve una comunità d’intenti – scrive Rossini – che porti finalmente il Polesine fuori dalle nebbie dell’insipienza e della mancanza di capacità decisionale». Una chiamata in causa diretta, che ora attende una risposta politica.

















