Negli ultimi vent’anni le lavoratrici sono aumentate fino a sfiorare il milione. Crescono soprattutto over 54, straniere e laureate. Restano però nodi aperti: divario di genere, diffusione del part-time e contratti meno stabili.

Negli ultimi vent’anni il mercato del lavoro in Veneto ha cambiato volto e una parte rilevante di questa trasformazione riguarda la componente femminile. Le donne, infatti, hanno avuto un ruolo decisivo nella crescita dell’occupazione regionale, contribuendo in modo significativo alla tenuta e allo sviluppo del sistema produttivo.

Secondo i dati dell’Osservatorio Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, tra il 2004 e il 2024 il numero delle occupate è passato da circa 800 mila a 970 mila, mentre il loro peso sul totale degli occupati è salito dal 40% al 44%. Un aumento che riflette una partecipazione sempre più ampia delle donne alla vita economica della regione.

Lavoratrici più mature e carriere più lunghe

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda l’età delle lavoratrici. La crescita dell’occupazione femminile si è concentrata soprattutto nelle fasce anagrafiche più avanzate, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’innalzamento dell’età pensionabile.

Negli ultimi vent’anni il peso delle lavoratrici over 54 sul totale delle occupate è passato dal 6% al 24%. Ancora più evidente l’incremento del tasso di occupazione nella stessa fascia d’età, salito dal 15,8% al 53,4%, segno di carriere lavorative più lunghe e continuative.

Terziario e servizi trainano l’occupazione

La crescita non è però uniforme tra i diversi settori economici. L’occupazione femminile si concentra soprattutto nel terziario, in particolare nei comparti legati ai servizi, alla cura e alle relazioni.

Nel 2024 oltre un quarto delle donne occupate (27%) lavora nella pubblica amministrazione, nell’istruzione, nella sanità o nell’assistenza sociale. Un ulteriore 22% è impiegato nel commercio, nei trasporti, nell’alloggio e nella ristorazione, mentre una quota analoga trova spazio nell’industria.

In alcuni ambiti, come il lavoro domestico e i servizi alla persona, è cresciuto in modo significativo anche il contributo delle lavoratrici straniere. La loro presenza è più che raddoppiata tra il 2005 e il 2024: da 53 mila occupate (6% del totale) a 113 mila, pari al 12%.

Più istruzione, più occupazione

Parallelamente è aumentato anche il livello di istruzione delle donne presenti nel mercato del lavoro. Negli ultimi anni si è rafforzata la quota di occupate con titolo di studio medio-alto, con una crescita più rapida rispetto a quella registrata tra gli uomini.

Tra il 2006 e il 2024 il tasso di occupazione delle donne laureate è salito dal 75% all’83,5%, confermando il ruolo sempre più centrale della formazione nella partecipazione femminile al lavoro.

Le criticità: part-time e contratti a termine

Accanto ai progressi restano tuttavia alcune criticità strutturali. Una delle più evidenti è la diffusione del part-time, che riguarda circa il 35% delle lavoratrici, contro appena il 6% degli uomini. Anche se negli ultimi anni è diminuita la quota di part-time involontario, il lavoro a orario ridotto rimane una caratteristica molto più diffusa tra le donne.

Leggermente più elevata rispetto alla componente maschile è anche la presenza di contratti a termine (13%), a indicare una maggiore esposizione femminile alla flessibilità e a percorsi professionali meno stabili.

Un divario di genere ancora significativo

Nonostante i progressi, la partecipazione femminile al lavoro in Veneto presenta ancora margini di crescita. Il gender employment gap, cioè la distanza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile, resta infatti intorno ai 15 punti percentuali, sebbene in riduzione rispetto al passato.

Il tema assume un rilievo ancora maggiore se si guarda alle prospettive demografiche e occupazionali della regione. Secondo le stime, entro il 2030 il Veneto potrebbe registrare una carenza di circa 150 mila lavoratori. In questo scenario, l’aumento dell’occupazione femminile rappresenta una leva strategica, insieme ai flussi migratori e all’attivazione dei lavoratori senior.

Un fattore chiave per il futuro del lavoro

Favorire l’ingresso e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, soprattutto di quelle inattive o disoccupate, potrebbe quindi diventare uno dei fattori decisivi per la sostenibilità del sistema occupazionale regionale.

In questo contesto, un ruolo importante è svolto anche dai servizi pubblici per l’impiego: tra il 2022 e il 2025 i Centri per l’impiego del Veneto hanno preso in carico oltre 240 mila donne in cerca di lavoro, con 128 mila Patti di servizio attivi.

Ridurre il divario di genere, migliorare la stabilità dei percorsi lavorativi e rafforzare le politiche di conciliazione tra vita e lavoro rappresentano quindi una delle principali leve per sostenere crescita economica, competitività e coesione sociale del Veneto nei prossimi anni.

 

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