In Questura a Rovigo sarà rinnovato il “Protocollo Zeus” con il Presidente della Cooperativa “Peter Pan Group”

ROVIGO – Venerdì 8 marzo, alle ore 11.00, in occasione della ricorrenza della Festa della donna, presso la Questura di Rovigo sarà rinnovato il “Protocollo Zeus” tra il Questore Giovanni Battista Scali e la Presidente della Cooperativa “Peter Pan Group” per il servizio “Un Nuovo Maschile” Beatrice Girotto, organizzazione che opera nella provincia di Rovigo. Detto protocollo, sostenuto dalla Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Polizia di Stato e sottoscritto per la prima volta qui a Rovigo nel 2022, ha avuto positivi riscontri anche in altre province dove è stato siglato. In detto documento si prevede, tra le altre cose, l’introduzione, nei decreti di ammonimento del Questore, della cosiddetta “ingiunzione trattamentale” che consiste in un “…invito fatto, in sede di notifica, alle persone ammonite, cosiddetti “maltrattanti”, a rivolgersi al servizio di riferimento con la quale si è stipulato il protocollo per intraprendere un trattamento volto al miglioramento della gestione delle emozioni, nella convinzione che intervenire all’inizio della spirale di violenza è determinante per prevenire la degenerazione dei primi atti, affinché colui che li ha commessi possa fermarsi prima” .

Sempre venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, il camper della Polizia di Stato, stazionerà a Rovigo in piazza Vittorio Emanuele II, per promuovere la campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato “Questo non è amore”. Presso il camper sarà presente personale specializzato della Polizia di Stato che fornirà informazioni sulle procedure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere, anche attraverso la distribuzione di opuscoli multilingue.

Oltre ad avere la valenza di una campagna informativa, l’iniziativa tende a creare un canale comunicativo diretto con le potenziali vittime cercando di favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere, fornendo loro una corretta informazione sulle misure di tutela esistenti, aiutarle a riconoscere i segnali della sopraffazione, in tutte le sue forme e, soprattutto, ascoltarle e sostenerle nel caso intendessero chiedere aiuto per uscire dalla spirale di violenza.

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