La presidente di Anp Cia Veneto, Giovanna Gazzetta, rieletta in occasione dell’assemblea elettiva che si è tenuta al Centro Cardinal Urbani di Zelarino

VENEZIA – Almeno il 10% dei pensionati veneti (complessivamente sono un milione e 200mila, quindi 120 mila over 65) rinuncia a curarsi a motivo di assegni mensili troppo bassi. “Con liste d’attesa lunghissime – precisa l’Anp, Associazione nazionale pensionati, Cia Veneto – in tanti si trovano costretti a rivolgersi alle strutture private. Molti, ma non tutti. Il 10%, appunto, non lo fa a causa di pensioni minime che non arrivano neanche a 600 euro al mese. In pratica, tra il mettere insieme il pranzo e la cena e le visite specialistiche, preferiscono mangiare”

Stamane la presidente di Anp Cia Veneto, Giovanna Gazzetta, rieletta in occasione dell’assemblea elettiva che si è tenuta al Centro Cardinal Urbani di Zelarino, ha fatto il punto sull’argomento. “L’articolo 32 della Costituzione – ha sottolineato – sancisce che la salute è un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Devono inoltre venire garantite cure gratuite agli indigenti. Cosa che, di fatto, non sempre accade”. 

Secondo la stessa presidente, “il privato può integrare il servizio pubblico, ma non sostituirlo”. “Senza ulteriori finanziamenti, nei prossimi anni la spesa per la sanità pubblica potrebbe addirittura scendere sotto il 6% del Pil, con un conseguente grave impatto sociale”. “Auspichiamo – ha aggiunto – che vengano previsti nuovi investimenti nei servizi socio-sanitari territoriali e domiciliari al fine di assicurare i servizi nelle aree rurali e in quelle interne; nelle stesse abitano tanti anziani che vivono soli e hanno necessità di attenzione e inclusione attraverso un’adeguata rete territoriale”. Fra i presenti al congresso, i consiglieri regionali Jonatan Montanariello, Paolo Galeano e Laura Besio e l’assessore del Comune di Venezia Paola Mar, i quali hanno dato la loro disponibilità nel venire incontro alle istanze dei pensionati.

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