L’associazione integra l’esposto presentato il 6 marzo: i tre atti trasmessi dal Comune di Ceregnano, secondo Altvelox, non chiariscono i dubbi sulla regolarità tecnica e amministrativa dell’impianto. Chiesti nuovi accertamenti alla Procura.

CEREGNANO (Rovigo) – Nuovo capitolo nella vicenda dell’autovelox previsto lungo la SP4 al km 11+250 nel Comune di Ceregnano. L’associazione Altvelox ha depositato una seconda denuncia–querela, integrando l’esposto presentato lo scorso 6 marzo (LEGGI ARTICOLO), dopo aver ricevuto dal Comune tre documenti relativi alla programmata installazione della postazione fissa di rilevazione della velocità. 

Secondo l’associazione, tuttavia, la documentazione trasmessa non sarebbe sufficiente a chiarire i punti principali della vicenda. Anzi, per Altvelox i nuovi atti “non solo non risolvono le criticità segnalate, ma aprono ulteriori profili che richiedono verifiche approfondite”. 

I documenti inviati dal Comune

I tre atti inviati dall’amministrazione comunale il 16 marzo sono la deliberazione di Giunta n. 94 del 9 dicembre 2025, la determinazione n. 459 dell’11 dicembre 2025 e una relazione illustrativa sull’affidamento in house del servizio ad AS2 S.r.l..

Secondo Altvelox, questi documenti confermerebbero che l’installazione e l’attivazione della postazione erano state deliberate e che il Comune aveva scelto di affidare a AS2 S.r.l. un pacchetto integrato di servizi legati al sistema autovelox

Ma l’associazione contesta il fatto che la documentazione sia arrivata solo dopo l’attivazione dell’Autorità giudiziaria e che risulti parziale rispetto agli elementi tecnici e contrattuali ritenuti essenziali.

I dubbi sull’impianto e sulla gestione dei dati

Tra i punti segnalati, Altvelox evidenzia l’assenza di alcuni dati ritenuti fondamentali: modello e matricola dell’apparecchiatura, estremi del titolo tecnico riferito allo specifico dispositivo, eventuale data di attivazione anche in fase di test, oltre a contratto, capitolato, cronoprogramma e offerta integrale

Un nodo centrale riguarda inoltre il contenuto dell’affidamento alla società incaricata. Il servizio descritto negli atti comprenderebbe assistenza progettuale, installazione, linee dati, raccolta delle infrazioni, gestione informatica delle immagini e supporto alla Polizia Locale, oltre alla manutenzione e alla diagnostica da remoto. 

Per Altvelox, un sistema così strutturato impone di chiarire chi controlli concretamente il funzionamento del dispositivo e la gestione dei dati.

“La questione non è nominale ma sostanziale: bisogna capire chi controlla davvero il sistema, chi gestisce i flussi e chi opera sulle immagini”, sostiene l’associazione.

Il nodo dell’“omologazione”

Altvelox mette inoltre in discussione l’utilizzo, negli atti comunali, della definizione secondo cui il sistema sarebbe “completamente digitale e omologato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Secondo l’associazione, nei documenti trasmessi non sarebbero presenti gli elementi identificativi necessari per verificare a quale dispositivo si riferisca l’eventuale omologazione e con quali condizioni tecniche di utilizzo. 

Per questo motivo l’integrazione alla denuncia chiede alla Procura di acquisire schede tecniche, decreti ministeriali e tutta la documentazione relativa al dispositivo.

La questione economica

Un altro aspetto riguarda il costo dell’operazione. La determinazione comunale prevede un affidamento triennale ad AS2 S.r.l., con un canone mensile indicato di 2.867 euro IVA compresa, comprendente noleggio dell’apparecchiatura e opere accessorie. 

Secondo Altvelox, la relazione allegata non presenterebbe una comparazione concreta con parametri di mercato o standard Consip, limitandosi a valorizzare la formula “chiavi in mano” del servizio.

La posizione dell’associazione

Il presidente dell’associazione sottolinea che la questione non riguarda l’utilità dei controlli sulla velocità, ma la loro regolarità.

“Il punto non è la quantità di carte trasmesse all’ultimo minuto. Il punto è se quelle carte dimostrino davvero la regolarità tecnica, amministrativa e operativa dell’impianto”, afferma.

E aggiunge:

“I controlli sulla velocità possono avere senso solo se rispettano integralmente la legge. Diversamente si rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

In attesa degli accertamenti

Altvelox ribadisce che la propria iniziativa non è contro la sicurezza stradale, ma contro l’eventuale utilizzo di sistemi sanzionatori che, se privi dei presupposti tecnici e documentali necessari, potrebbero generare verbali e contenziosi.

Ora la vicenda passa agli accertamenti dell’Autorità giudiziaria, chiamata a verificare la regolarità dell’intero iter amministrativo e tecnico legato alla futura installazione dell’autovelox.

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