Un viaggio tra versi, musica elettronica e narrazione al femminile inaugura la seconda edizione della rassegna culturale: protagonista la poetessa Francesca de Simone. Prossimi appuntamenti con la narrativa e il teatro dedicato alle grandi scrittrici.

ARQUÀ POLESINE (Rovigo) – Arquà Polesine inaugura la seconda edizione della rassegna “Lettere d’autrice” con una serata intensa e partecipata, dedicata alla poesia e alla sperimentazione artistica. L’iniziativa, ideata dalla Biblioteca comunale con la collaborazione del gruppo di lettura Amanti del Libro, ha preso il via venerdì scorso nella Sala Polivalente del paese, richiamando un pubblico numeroso e curioso.

Protagonista dell’evento è stata la poetessa Francesca de Simone, autrice della silloge Non si sta bene che Altrove (Affiori Editore), che ha dato il titolo all’incontro. La serata ha proposto una formula originale capace di intrecciare poesia, musica elettronica e suggestioni pop, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva.

Nel corso dell’incontro, l’autrice ha accompagnato il pubblico alla scoperta del significato dei suoi versi, descrivendo la poesia come uno strumento di indagine sull’animo umano. «La poesia è il mezzo con cui, naturalmente, riesco ad esprimermi sin da ragazza», ha raccontato de Simone. «Nella poesia trovo la chiave per comprendere anche me stessa. Al poetare introspettivo ho sempre affiancato una poesia civile che in me risuona molto forte».

A dare voce alle parole dell’autrice è stata l’attrice Elena Fioravanti, che con una lettura intensa ha interpretato i testi pubblicati e alcuni componimenti inediti presentati per l’occasione. Le parole si sono intrecciate con il sound creato dal musicista LØØKA, autore dei tappeti sonori elettronici pensati per accompagnare i versi in una dimensione quasi sospesa, alla ricerca di un “non-luogo musicale” capace di esaltarne ritmo ed emozione.

La rassegna proseguirà venerdì 20 marzo alle 18.30, sempre nella Sala Polivalente accanto alla scuola primaria “A. Modica”. L’appuntamento sarà dedicato alla narrativa con l’incontro con la scrittrice Lella Toscano, che presenterà il suo romanzo d’esordio Hostal Levante (Apogeo Editore).

Il libro racconta la storia di Leda, una donna di mezza età affascinante e attenta al proprio aspetto, spesso scambiata per più giovane. Dietro l’apparente sicurezza si nasconde però una fragilità profonda: Leda è incapace di costruire relazioni durature e vive con la costante ossessione di rimanere desiderabile. Sullo sfondo della vicenda si muove la calda atmosfera dell’Andalusia, in particolare Tarifa, una città che cambia volto con l’arrivo del turismo di massa. Un incontro inatteso aprirà però alla protagonista la possibilità di una nuova felicità.

Nata nel 1966, Lella Toscano vive e lavora a Rovigo. Scrittura e viaggi sono tra le sue passioni principali. Nel 2020 ha frequentato il corso di scrittura creativa “Virginia Woolf” presso Lìbrati, la Libreria delle donne di Padova. Dal 2016 è inoltre counselor a indirizzo psicogenealogico, disciplina che studia come memorie, desideri e traumi degli antenati possano influenzare l’inconscio individuale e familiare.

A chiudere la rassegna sarà il teatro. Venerdì 27 marzo alle 21 andrà in scena la performance Hai pensato a una storia? Donne che scrivono, mostri riflessi e altre questioni, ideata da Teatro Nexus e interpretata da Barbara Chinaglia e Claudia Turolla.

Lo spettacolo rende omaggio a due figure fondamentali della letteratura: Mary Shelley e Virginia Woolf. Il racconto parte dalla celebre notte del 1816, quando la giovane Shelley, sfidando alcune tra le menti letterarie più brillanti del suo tempo, tutte maschili, immaginò la storia destinata a diventare Frankenstein. Non solo un racconto di scienza e mostri, ma anche la metafora di un’identità negata alle donne, costrette per lungo tempo a nascondersi dietro pseudonimi maschili.

Nel dialogo teatrale immaginato nello spettacolo, Virginia Woolf diventa quasi alter ego di Mary Shelley, incoraggiandola a liberare la propria voce creativa. Tra parole, canto e scrittura, la scena darà corpo all’ispirazione e alle storie di altre donne che hanno trovato nella letteratura uno spazio di libertà.

La rassegna si presenta così come un percorso culturale tutto al femminile, capace di attraversare poesia, narrativa e teatro per raccontare ciò che si nasconde dietro l’atto della scrittura. Un viaggio tra sensibilità diverse che, partendo da Arquà Polesine, invita il pubblico a riscoprire il potere delle parole e delle storie.

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