ROVIGO – Arrivano due incarichi di prestigio per Enrico Toso e Isabella Pippa, Giovani di Confagricoltura Rovigo. Toso è stato eletto presidente nazionale della federazione di prodotto suinicola di Anga, l’Associazione nazionale giovani della confederazione agricola, mentre Isabella Pippa guiderà, sempre per gli under 40, quella delle risorse boschive.
Toso, 33 anni, presidente provinciale dei Giovani di Confagricoltura, gestisce un’azienda familiare a Villanova del Ghebbo con un allevamento di suini allo stato brado e galline ovaiole. “Sono orgoglioso di rappresentare un settore, quello suinicolo, fondamentale per la nostra agricoltura, per l’economia dei territori e per tutta una filiera che parte dagli allevamenti e arriva fino alle tavole dei consumatori – spiega -. Dietro a questo comparto ci sono aziende familiari, investimenti importanti, lavoro quotidiano e una grande responsabilità verso la qualità delle produzioni italiane. Negli ultimi anni, però, gli allevatori si trovano ad affrontare costi di produzione sempre più elevati: mangimi, energia, strutture, adeguamenti normativi, investimenti per il benessere animale e la biosicurezza. A questo si aggiungono le emergenze sanitarie, come la diffusione della Peste Suina Africana, che rappresenta una minaccia concreta per il patrimonio suinicolo e per la stabilità delle aziende. Il problema è che, mentre i costi continuano a crescere, la redditività degli allevamenti è sempre più sotto pressione”.

Toso sottolinea come molte aziende stanno lavorando con margini ridotti, e in alcuni casi addirittura in perdita. “Quando un allevamento chiude, non perde solo l’allevatore: perde tutta la filiera – ricorda -. Si perde produzione, si perde occupazione, si perde un pezzo di territorio e di competenze. Il futuro del settore passa da alcune scelte fondamentali: maggiore valorizzazione del suino italiano e maggiore stabilità e trasparenza nella formazione dei prezzi. Bisogna costruire un rapporto sempre più equilibrato e sostenibile tra tutti gli anelli della filiera”.

Isabella Pippa (foto qui sopra), 24 anni, di Guarda Veneta, lavora nell’azienda familiare Bellombra con il padre Gianluigi, con coltivazione di pioppi, seminativi e noci. “Il settore forestale sta vivendo una fase complessa, ma allo stesso tempo ricca di opportunità – sottolinea -. Da un lato assistiamo a un aumento del prezzo del legname forestale, sostenuto da una domanda crescente e da dinamiche di mercato che stanno riportando l’attenzione sulla gestione attiva delle nostre foreste. Si stanno aprendo nuovi scenari, come il crescente interesse per i crediti di carbonio, che potrebbero rappresentare una leva importante per valorizzare ulteriormente il ruolo delle foreste. Dall’altro non possiamo ignorare le criticità che stanno colpendo i nostri territori, come il problema del bostrico, che ormai da tempo sta mettendo in ginocchio molti boschi di abete rosso trentini e veneti. A questo si aggiunge la frammentazione del nostro sistema di piccole e medie imprese forestali, spesso accompagnata dalla carenza di imprese di trasformazione, che limita la piena valorizzazione della filiera e comporta una significativa perdita di valore aggiunto per il nostro Paese”.
Anche la pioppicoltura sta attraversando un momento di stasi. “Le difficoltà dei mercati dei camper e dei van, dell’arredo in legno e dell’edilizia stanno rallentando la domanda di compensato e, di conseguenza, la richiesta di legno di pioppo – dice la giovane imprenditrice agricola -. A ciò si aggiungono le criticità legate alla Nature Restoration Law, che prevede interventi di ripristino della connettività naturale dei fiumi e che, se non adeguatamente calibrati sulla realtà della Pianura Padana, potrebbe interessare aree oggi destinate alla pioppicoltura anche in Polesine, con possibili ripercussioni sulle attività produttive e sulla gestione della sicurezza idraulica del territorio”.













