Oltre 150 dipendenti e numerose autorità alla Messa officiata da mons. Furini: al centro il valore della cura della “casa comune”.

ROVIGO – Si è svolta questa mattina, nella suggestiva cornice del Tempio della Beata Vergine del Soccorso, la Rotonda di Rovigo, la celebrazione di San Benedetto, patrono d’Europa e dei bonificatori, promossa dai Consorzi di bonifica Adige Po e Delta del Po.

Un appuntamento anticipato di qualche giorno rispetto alla tradizionale ricorrenza del 21 marzo, ma particolarmente partecipato, con la presenza di oltre 150 dipendenti dei due Consorzi e di numerose autorità civili e militari del territorio.

La Santa Messa è stata officiata dal Vicario generale della Diocesi di Adria-Rovigo, mons. Damiano Furini, che nel suo intervento ha richiamato i principi dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, sottolineando l’importanza della responsabilità condivisa nella tutela dell’ambiente e nella custodia della “casa comune”.

Tra le autorità presenti il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese, il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, oltre ai vertici delle forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali e del mondo associativo.

Al termine della celebrazione, i presidenti dei due Consorzi, Roberto Branco (Adige Po) e Virginia Taschini (Delta del Po), hanno rivolto un saluto ai presenti, esprimendo gratitudine per la collaborazione e il sostegno delle istituzioni.

Un momento che è stato anche occasione per mettere al centro il ruolo di chi, ogni giorno, opera sul territorio. «La celebrazione di San Benedetto è, prima di tutto, un omaggio ai nostri dipendenti – ha sottolineato Branco – uomini e donne che garantiscono sicurezza idraulica, manutenzione e continuità delle opere di bonifica. Il loro lavoro, spesso silenzioso ma essenziale, rappresenta un presidio fondamentale per le comunità».

Una ricorrenza che, oltre al valore simbolico, richiama concretamente l’importanza della gestione e della tutela del territorio polesano, tema sempre più centrale per il futuro dell’area.

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