Merlo attacca: “Conflitti di interesse e piano industriale disatteso”. Timori sui costi in bolletta e sulla gestione dell’impianto

ROVIGO – Il futuro dell’impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti e, più in generale, la gestione di Ecoambiente accendono il confronto in consiglio comunale a Rovigo. Al centro della discussione l’avanzamento dei lavori del maxi digestore di via Zennaro, finanziato con fondi PNRR, e i possibili riflessi sui costi per i cittadini.

Secondo quanto emerso nel dibattito, i lavori dell’impianto – fondamentale per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti urbani – risultano in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Una situazione che potrebbe avere conseguenze economiche, con il rischio di trasferire in tariffa eventuali extracosti.

Nel corso della seduta è intervenuta anche la consigliera del Forum dei cittadini Dina Merlo, già assessore all’Ambiente nella precedente amministrazione guidata da Edoardo Gaffeo, con un intervento particolarmente critico nei confronti dell’attuale governance della società.

In apertura, Merlo ha contestato l’assenza del Consiglio di Bacino, definendola “ingiustificata” e sottolineando come si tratti dell’organo deputato al controllo dell’attività di Ecoambiente. “Questa assenza è un vulnus per la discussione”, ha evidenziato, richiamando la necessità di un ruolo più incisivo dell’ente nella gestione del ciclo dei rifiuti.

L’ex assessore ha poi puntato il dito contro presunti squilibri nella governance, parlando di una “concentrazione di cariche” riconducibili al sindaco di Rovigo, con possibili profili di conflitto di interessi. Una situazione che, secondo Merlo, contrasterebbe anche con le indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione in materia di separazione tra controllore e controllato.

Tra i passaggi più rilevanti, la critica al piano industriale della società, definito “largamente disatteso”, nonostante sia stato alla base di un finanziamento da 22 milioni di euro ottenuto nel 2022 da un pool bancario. “Simili affermazioni rischiano di essere lesive degli interessi della società”, ha osservato, chiedendo quali azioni siano state intraprese dagli organi di controllo.

Merlo ha inoltre sollecitato una revisione urgente del piano industriale, ricordando come i finanziamenti PNRR – oltre 20 milioni di euro tra impianto a biometano ed ecocentri – possano incidere significativamente sull’equilibrio economico e potenzialmente contribuire a una riduzione delle tariffe. “Perché non è stata fatta questa revisione?”, ha domandato.

Non sono mancate le accuse sul rallentamento dell’iter dell’impianto. Secondo l’ex assessore, i ritardi sarebbero riconducibili anche a un precedente “muro contro muro” politico che avrebbe determinato uno stallo amministrativo nei mesi cruciali per l’avvio dei lavori, poi affidati nel settembre 2025 con termine previsto al 30 giugno 2026.

Sul fronte dei costi, Merlo ha messo in guardia rispetto al cosiddetto “piano di emergenza”, sostenendo che non potrà essere assorbito dalla società ma finirà inevitabilmente nelle bollette degli utenti dei 50 Comuni serviti. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di una campagna informativa capillare rivolta ai cittadini.

Infine, la richiesta di chiarimenti su alcune spese per la comunicazione, con affidamenti per decine di migliaia di euro, e l’elenco delle priorità indicate: eliminazione dei potenziali conflitti di interesse, rafforzamento del controllo da parte dei soci pubblici e revisione del piano industriale nei tempi previsti.

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