L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, che ha già richiesto la convalida degli arresti. Maxi sequestro della Squadra Mobile di Padova: valore sul mercato oltre i 700mila euro

BOARA PISANI (Padova) – Un controllo mirato, frutto di settimane di indagini, ha portato all’arresto di una coppia trovata con un ingente quantitativo di droga. Nel primo pomeriggio del 16 aprile, gli agenti della Squadra Mobile di Padova hanno bloccato un’auto in uscita dall’autostrada A13, al casello di Boara Pisani, ponendo fine a un’attività investigativa già avviata da tempo.

All’interno del veicolo, accuratamente nascosti tra il vano motore e alcune parti dell’abitacolo, i poliziotti hanno rinvenuto circa 10 chilogrammi di cocaina, suddivisi in piccoli involucri. Un carico che, una volta immesso sul mercato dello spaccio, avrebbe potuto fruttare oltre 700mila euro.

La perquisizione è stata poi estesa all’abitazione della coppia, a Cavarzere, nel Veneziano, dove i due vivevano insieme ai tre figli minorenni. In cantina gli agenti hanno scoperto un’ulteriore scorta di droga: più di un chilogrammo di hashish, oltre a materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. Tutto è stato posto sotto sequestro, compresa l’autovettura utilizzata per il trasporto.

I due arrestati — un 36enne di origine marocchina e la compagna 37enne rumena — sono stati condotti in Questura a Padova e arrestati con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’uomo, già condannato in passato per reati analoghi, è stato trasferito nel carcere di Rovigo; la donna, con precedenti per reati contro il patrimonio, è stata invece portata alla casa circondariale di Verona Montorio.

L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, che ha già richiesto la convalida degli arresti e l’applicazione della misura cautelare in carcere. I tre figli minorenni della coppia sono stati affidati ai nonni paterni.

L’operazione rappresenta un duro colpo al traffico di droga sul territorio, confermando l’efficacia dell’attività investigativa condotta dagli uomini della Mobile patavina. Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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