VENEZIA – A ottantuno anni dalla fine del nazifascismo, il Veneto si prepara a celebrare la Festa della Liberazione con uno sguardo che unisce memoria e attualità. Nel messaggio diffuso alla vigilia, il presidente della Regione, Alberto Stefani, richiama con forza i valori fondanti di quella stagione storica: libertà, pace e solidarietà, elementi che – sottolinea – continuano a rappresentare il cuore dell’identità veneta.
“Ottantuno anni fa i nostri nonni, dopo aver attraversato la dittatura e la devastazione della guerra, erano convinti di poter consegnare al mondo un futuro di pace”, afferma Stefani. La conquista della democrazia, ricorda, ha trasformato il futuro in una risorsa concreta, capace di generare sviluppo economico, crescita sociale e riconoscimento internazionale per il Veneto, oggi tra i principali poli produttivi europei.
Uno scenario che, però, si confronta con le incertezze del presente. Il presidente richiama infatti il clima globale segnato da conflitti e tensioni geopolitiche: un contesto in cui, ribadisce, i Veneti non hanno abbandonato i valori della Liberazione, ma continuano a lavorare affinché il concetto di futuro resti legato a benessere condiviso e convivenza pacifica.
Il Veneto, prosegue Stefani, è stato protagonista diretto della Guerra di Liberazione, pagando “un prezzo elevatissimo in termini di vite e sofferenze” per riconquistare la libertà. Un sacrificio che impone oggi il dovere della memoria, “oltre ogni divisione ideologica”, soprattutto nell’anno in cui si celebrano gli ottant’anni della Repubblica italiana. Una Repubblica definita come “la casa di tutti”, nata dall’impegno congiunto di forze diverse unite nella difesa dei principi democratici contro ogni forma di oppressione.
Il 25 aprile diventa così non solo commemorazione, ma anche occasione per attualizzare i valori della Resistenza, rendendoli strumenti vivi per interpretare il presente.
A rendere ancora più significativa la ricorrenza in Veneto è la coincidenza con la festa di San Marco, patrono delle genti venete. “Una data che assume un valore doppio – conclude Stefani – perché collega la Liberazione a una tradizione storica ultrasecolare, rafforzando sentimenti come libertà, cosmopolitismo e civile convivenza”.
Un messaggio che unisce passato e futuro, rivolto a tutta la comunità regionale: “Doppi auguri a tutti i Veneti”.
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