ROVIGO – L’Azienda Ulss 5 Polesana compie un passo avanti nell’innovazione sanitaria con l’attivazione di un nuovo Dipartimento funzionale dedicato alla continuità dell’assistenza. Si tratta di un modello organizzativo primo nel suo genere a livello regionale, pensato per garantire una presa in carico più efficace dei pazienti fragili, soprattutto nei delicati passaggi tra ospedale e servizi territoriali.
A guidare il nuovo Dipartimento sarà Lucia Rizzato, infermiera e già Direttore delle Professioni Sanitarie dell’Azienda. Una scelta che segna un cambio di paradigma: per la prima volta in Regione, la direzione viene affidata a una figura delle professioni sanitarie, riconoscendone il ruolo centrale nei percorsi di cura.

“Le professioni sanitarie – evidenzia il Direttore Generale Mauro Filippi – sono presenti in ogni contesto assistenziale, sia ospedaliero che territoriale, garantendo copertura continua nelle 24 ore. Questo rappresenta un elemento chiave per assicurare processi organizzativi efficaci, soprattutto in vista dello sviluppo delle Case della Comunità”.
Il nuovo Dipartimento non sostituirà le competenze dei singoli professionisti, ma agirà come facilitatore e coordinatore, promuovendo percorsi integrati e continui tra i diversi livelli di cura. Coinvolte numerose aree strategiche: medicina, geriatria, cure primarie, servizi per la disabilità, assistenza domiciliare e Centrale Operativa Territoriale.
Tra gli obiettivi principali figurano il consolidamento dei modelli di presa in carico per pazienti con patologie croniche e multimorbilità, il miglioramento delle transizioni ospedale-territorio e lo sviluppo della rete dei servizi secondo quanto previsto dal DM 77/2022. Centrale anche la promozione della telemedicina e dell’interoperabilità dei dati, per rendere più efficiente e tempestiva la risposta sanitaria.
Il Dipartimento opererà inoltre in stretta sinergia con medici di medicina generale, strutture private accreditate e servizi sociali, elementi indispensabili per costruire un sistema realmente integrato e centrato sulla persona.
“Questa nuova responsabilità rappresenta una sfida importante – sottolinea Rizzato – ma anche un’opportunità per valorizzare il contributo delle professioni sanitarie. L’obiettivo è evitare frammentazioni, costruendo percorsi di cura che accompagnino il paziente lungo tutto il suo iter assistenziale, con risposte coordinate, appropriate e tempestive”.
Un progetto che guarda al futuro della sanità territoriale, con l’ambizione di diventare un modello replicabile anche in altre realtà regionali.













