MONSELICE (Padova) – Continuità alla guida e uno sguardo deciso verso il futuro del volontariato. Cinzia Bonan è stata confermata presidente di Anteas Veneto al termine dell’assemblea regionale che si è svolta il 21 aprile a Monselice, in provincia di Padova. Un appuntamento partecipato, segnato da un confronto ampio sulle prospettive del Terzo Settore e sul ruolo sempre più strategico delle reti associative nel tessuto sociale.
Nel suo intervento, Bonan ha ribadito il valore profondo dell’impegno volontario: “Siamo artigiani di legami, sentinelle delle fragilità e costruttori di comunità”, sottolineando come ogni attività dell’associazione rappresenti “un’occasione per generare fiducia, ascolto e speranza” in un contesto sociale in rapido cambiamento.
Una rete solida e diffusa
L’assemblea è stata anche l’occasione per presentare la “mappatura” aggiornata al 2025, che restituisce l’immagine di un’organizzazione capillare e in crescita. Anteas Veneto conta oggi 197 associazioni tra Aps e Odv, 4.630 volontari e oltre 26.600 soci, con una presenza particolarmente forte nelle province di Treviso e Padova.
Un dato significativo riguarda l’età media dei soci, pari a 72,2 anni: un elemento che testimonia come l’invecchiamento attivo possa trasformarsi in risorsa concreta per la collettività, ma anche l’impegno dell’associazione nel rispondere ai bisogni della terza età, spesso legati a condizioni di fragilità.
Grazie alla sua diffusione sul territorio, la rete Anteas riesce a intercettare bisogni diversi e a offrire servizi articolati: dall’assistenza socio-sanitaria al trasporto per visite mediche, dalle attività culturali ai progetti di integrazione intergenerazionale, fino ai Centri Sollievo per persone con decadimento cognitivo, oggi 24 in tutta la regione.
Le criticità del sistema
Accanto ai risultati, non mancano le difficoltà. Nel corso dei lavori sono emerse tre principali criticità che rischiano di frenare lo sviluppo del volontariato.
La prima riguarda la crescente complessità burocratica: la riforma del Terzo Settore ha introdotto obblighi stringenti in termini di trasparenza e rendicontazione, aumentando costi e responsabilità per le associazioni.
Il secondo nodo è il reperimento di nuovi volontari, in particolare giovani. Nonostante il Veneto mantenga livelli di partecipazione superiori alla media nazionale, il ricambio generazionale resta una sfida aperta. In questo senso, viene vista positivamente la normativa sulla certificazione delle competenze maturate nel volontariato, anche se mancano ancora i decreti attuativi.
Infine, pesa il tema delle risorse economiche: finanziamenti insufficienti, bandi complessi e tempi lunghi di erogazione mettono in difficoltà soprattutto le realtà più piccole. A questo si aggiunge la flessione del 5 per mille, che impone nuove strategie di promozione e sensibilizzazione.
Un confronto istituzionale
All’assemblea hanno preso parte rappresentanti del mondo sindacale e istituzionale, a conferma del ruolo centrale del volontariato nel sistema di welfare. Tra gli interventi, quelli dei vertici regionali della Cisl e del presidente nazionale Anteas, che ha presieduto i lavori, insieme ai contributi di esponenti delle istituzioni regionali collegati da remoto o presenti in sala.
Un confronto che ha ribadito la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni e Terzo Settore, per sostenere una rete che, come ha ricordato Bonan, “ogni giorno costruisce comunità, partendo dai bisogni reali delle persone”.
Continuità alla guida e uno sguardo deciso verso il futuro del volontariato. Cinzia Bonan è stata confermata presidente di Anteas Veneto al termine dell’assemblea regionale che si è svolta il 21 aprile a Monselice, in provincia di Padova. Un appuntamento partecipato, segnato da un confronto ampio sulle prospettive del Terzo Settore e sul ruolo sempre più strategico delle reti associative nel tessuto sociale.

















