Un incontro pubblico per riscoprire l’eredità dell’intellettuale antifascista e interrogarsi sul presente tra libertà, responsabilità e partecipazione.

ROSOLINA (Rovigo) – Il 16 febbraio 2026 ha segnato il centenario della morte di Piero Gobetti, scomparso a Parigi a soli ventiquattro anni. Intellettuale, editore e protagonista del pensiero antifascista italiano, Gobetti rappresenta una delle figure più incisive della vita politica e culturale dell’Italia degli anni Venti del Novecento. Nonostante una vita brevissima, fu fondatore e direttore di riviste come Energie Nove, La Rivoluzione Liberale e Il Baretti, oltre che dell’omonima casa editrice, lasciando un segno profondo e duraturo nella cultura politica del Paese. Ancora oggi, la sua opera continua a essere un punto di riferimento per chi riflette sui valori della libertà, della democrazia e dell’impegno civile.

Il pensiero di Gobetti conserva una sorprendente attualità. La sua visione del liberalismo, inteso non come dottrina rigida ma come metodo critico, fondato sul confronto e persino sul conflitto delle idee, invita a leggere la politica come uno spazio di partecipazione consapevole e di responsabilità individuale. In un’epoca attraversata da profondi cambiamenti sociali e da nuove sfide per le democrazie, tornare a Gobetti significa interrogarsi sul ruolo dei cittadini e sulla necessità di difendere e praticare ogni giorno la libertà.

In questo solco si inserisce l’incontro in programma a Rosolina, mercoledì 29 aprile 2026 alle ore 20.45 presso l’Auditorium Sant’Antonio. L’iniziativa, promossa dal Centro Socio-Culturale per una Civiltà dell’Incontro APS nell’ambito delle celebrazioni del 25 Aprile, porta il titolo “Piero Gobetti e la rivoluzione liberale 100 anni dopo”. A intervenire saranno il prof. Giuseppe De Santis e il prof. Diego Crivellari, chiamati a guidare il pubblico in un percorso che intreccia storia, politica e attualità.

L’appuntamento si propone come un’occasione preziosa di approfondimento e confronto: non solo per rendere omaggio a una figura centrale dell’antifascismo italiano, ma anche per avvicinarsi a un patrimonio di idee che parla con forza al presente. Attraverso il dialogo e la riflessione condivisa, la serata offrirà strumenti per comprendere meglio il significato di concetti chiave come libertà, responsabilità e partecipazione, restituendo all’eredità gobettiana una dimensione viva e concreta.

Più che una semplice commemorazione, l’incontro vuole essere uno spazio aperto alla curiosità e al dibattito, capace di coinvolgere il pubblico e stimolare domande sul modo in cui oggi si vive la democrazia. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti: un invito a partecipare a un momento che unisce memoria storica e attualità, offrendo l’opportunità di confrontarsi con un pensiero che, a distanza di un secolo, continua a interrogare il nostro tempo.

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