PORTO TOLLE (Rovigo) – Ci sono inaugurazioni che si limitano a tagliare nastri e altre che, invece, sembrano ricucire le ferite del tempo. Quella andata in scena questa mattina, 2 maggio 2026 alle ore 11.00, a Ca’ Dolfin (Porto Tolle), per l’apertura del B&B Ca’ Trecamini, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

In un clima di festa e partecipazione, la comunità locale si è raccolta attorno a Simona Ponzetto e Marco Pavanati, giovani imprenditori che hanno scelto di investire nel territorio con una struttura ricettiva che racconta accoglienza, identità e dedizione. Ma a rendere l’evento davvero memorabile è stato un momento carico di significato storico e umano: la restituzione alla famiglia Pavanati della gavetta originale di Silvio Pavanati, soldato durante la Seconda Guerra Mondiale e nonno di Marco.

L’oggetto, un semplice recipiente di metallo, aveva accompagnato un giovane al fronte, custodendone pasti e speranze. Ritrovato casualmente nei pressi di un castagneto a Cuneo, dopo oltre ottant’anni trascorsi nel silenzio dei boschi piemontesi, è tornato nelle mani dei suoi legittimi proprietari grazie a Luca Nairotti, il ritrovatore. Un gesto che ha assunto il valore simbolico di una “benedizione” d’altri tempi, quasi a suggellare l’inizio della nuova avventura imprenditoriale.
La scelta di Simona e Marco è stata sottolineata con parole di apprezzamento dal sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli:
“Inaugurare una nuova attività è sempre un atto di coraggio, ma oggi Marco e Simona hanno ricevuto il segno più importante. Questa gavetta tornata da Cuneo dopo ottant’anni dimostra che le radici di questa famiglia sono così forti da richiamare a casa persino la memoria. Vedere giovani che scelgono di restare e investire qui è la vittoria più grande per la nostra comunità”.
Un’emozione condivisa anche dall’assessore Boscolo, amica di lunga data della famiglia, che ha voluto ricordare un aneddoto d’infanzia:
“Mentre molti bambini sognavano di diventare astronauti o calciatori, Marco aveva già un’idea precisa del suo futuro. Parlava di una casa di campagna, di una fattoria tutta sua. Oggi Ca’ Trecamini è la prova che i sogni coltivati con costanza mettono radici profonde e diventano realtà“.

Per i proprietari, Ca’ Trecamini rappresenta molto più di una semplice attività turistica. È un progetto nato dal desiderio di credere nel proprio territorio e valorizzarne le potenzialità. Un sogno familiare cresciuto nel tempo, costruito con pazienza, per offrire agli ospiti un luogo capace di coniugare il calore della tradizione con uno sguardo aperto al futuro.
Nel cuore del Delta, dunque, prende vita una realtà che non è solo ospitalità, ma anche racconto, memoria e identità: una casa pronta ad accogliere chi cerca autenticità e storie vere, dove passato e presente si incontrano per dare forma a nuove prospettive.


















