BADIA POLESINE (Rovigo) – In occasione del 1° maggio, subito dopo la premiazione di due nuovi benemeriti del lavoro (Leggi articolo), si è svolta in sala consiliare, la premiazione di alcune attività storiche e dei maestri artigiani locali 2026.

“Non vi dico quale sia l’emozione che provo nel vedere la sala così piena”, ha confidato l’assessore alle attività produttive Mariagrazia Ragazzini che, con l’aiuto organizzativo di Pro loco, ha dato vita all’evento.
Il sindaco Giovanni Rossi magnificando l’operosità dei badiesi ha ricordato l’importanza del lavoro per la crescita personale e della comunità.

I primi premiati, nell’ordine, sono stati fratelli Enzo e Rino Chieregato dall’omonima carrozzeria. Un’attività nata nel 1954 con papà Francesco, volta a costruire e riparare principalmente veicoli a traino animale. Nel 1985 il papà lasciò il timone ai figli che portano avanti l’attività di famiglia. Ancor oggi i due sono orgogliosi di onorare l’insegnamento del padre “Cavaliere del lavoro”. A seguito degli allagamenti sempre più frequenti, la carrozzeria Chieregato si è ora specializzata nella realizzazione delle strutture note come “paratie anti allagamento”. Negli anni, i due soci sono riusciti a trasmettere le competenze apprese a molti dipendenti che poi hanno scelto di realizzarsi mettendosi in proprio. Questo rende molto orgogliosi Enzo e Rino. Oggi l’attività continua con i figli.

Il secondo premiato è stato Federico Ferraccioli, idraulico cresciuto alla scuola di Antonio Baratto, alle dipendenze del quale rimase per 18 anni, dei quali serba un ricordo molto positivo. Nel 1995 decise di mettersi in proprio con un socio, Paolo Baratto (fratello del suo ex titolare): nacque Termoidraulica Bf. L’unico suo rimpianto è quello di non aver mai voluto imparare ad usare il computer, rimanendo fedele a carta e penna ed affidando la fatturazione elettronica ai consulenti.

Fulvio Baccaro, classe 1969, iniziò nel 1984 come benzinaio, successivamente ha intrapreso la professione di istallatore meccanico per 6 anni, durante i quali, nel tempo libero, aiutava il padre come ciabattino. Fulvio racconta che, in età adolescenziale, fu il papà a volerlo in laboratorio, per tenerlo impegnato, lontano dai bar e dalle cattive compagnie. Nel 1996 Fulvio realizzò il suo sogno: diventare da dipendente a lavoratore autonomo. Nonostante le difficoltà l’attività prosegue da 30 anni “…anche se il lavoro non è più quello di un tempo”.

È stata poi la volta di “Guglielmetto Arredamenti”. Sergio iniziò nel 1956 come apprendista falegname. Dopo il servizio di leva, rilevò la bottega Stefani che all’ epoca si trovava all’ interno del complesso dell’Abbazia della Vangadizza. Producevano serrande in legno e lui continuò questa attività per un paio di anni ma, vista la grande richiesta di mobili antichi di quegli anni, decise di orientarsi verso quella produzione spostandosi verso l’allora emergente zona artigianale di via Bovazecchino. Il suo fu il primo capannone ad essere costruito nel 1972. I suoi prodotti erano richiesti ed apprezzati nel Triveneto, in Liguria ed Emilia-Romagna. Nell’azienda lavoravano 12/13 operai producendo fino a 50 sale al mese. Sergio aveva la licenza della vendita ma, soltanto verso all’inizio degli anni 80 decise di aprire un’area espositiva. Dalla Regione ha ricevuto il riconoscimento di Attività storica oltre ad aver ottenuto a Roma anche un premio come miglior laboratorio della provincia di Rovigo. L’azienda, di cui Sergio e ancora titolare, è gestita dal figlio.

La storia della ditta di Nicola Rossi, invece, iniziò nel 1958 quando, al piano terra della palazzina del Manfredini, Nazzareno Rossi decise di aprire un negozio di vendita e consegna di bombole di gas ad uso domestico. A quei tempi il gas metano non era ancora distribuito capillarmente come oggi e nelle case si usavano le bombole per cucinare e per il riscaldamento.

Nel 1962 sposò Elena e, dal 1963, arrivarono i figli Nicola, Andrea e Morena. La moglie faceva la sarta in negozio, in modo che restasse sempre aperto. Nel frattempo l’attività cresceva e il negozio cambiò sede ben due volte. Prima si trasferì in Via degli Estensi, nei pressi del Sant’Antonio. Li, i Rossi, con l’aiuto generoso del cav. Arturo Benazzo cominciarono anche a vendere elettrodomestici e, visto che la mamma era sarta, anche le famose macchine da cucire Necchi. Alla fine degli anni ‘70 l’attività si trasferì definitivamente in piazza Marconi.
Infine, sono stati premiati i titolari del cinema multisala “Politeama”, Lucia e Giorgio Orlandin. La loro attività è iniziata con papà Ferruccio di Cavarzere, classe 1935, che come nel film “Nuovo Cinema Paradiso”, si appassionò da ragazzino a fare l’operatore di cabina nei Cinema del suo paese. Nel 1956 Ferruccio sposò Ida Viale. Nel 1960 ricevette una proposta di lavoro da Giuseppe Pavan, titolare del Cinema Teatro Politeama e del Cinema Concordia di Badia, dove Ferruccio si trasferì con la famiglia. Il Concordia era solo cinema mentre il Politeama ospitava anche compagnie teatrali e, nel periodo estivo, nel cortile adiacente avveniva la proiezione dei film all’aperto.
Nei primi anni 80 Ferruccio e Ida ricevettero, dall’ormai anziano proprietario, la proposta di rilevare i due cinema e l’abitazione. Un passo che, decisero di affrontare. Successivamente cedettero il Concordia. Il Politeama, con i suoi 700 posti, proponendo film di qualità e prime visioni è sopravvissuto anche al lockdown rimanendo fra le poche sale attive in Polesine. Oltre al cinema come teatro ha ospitato personaggi famosi: Paola Borboni, Andrea Giordana, Gino Bramieri, Gianfranco Jannuzzo, Lando Buzzanca, Giancarlo Giannini, Gianfranco D’angelo, il premio Oscar Dario Fò con la moglie, ma anche compagnie dialettali amatoriali e gruppi musicali come i Nomadi, e il Banco del Mutuo Soccorso.
Ugo Mariano Brasioli













