Nel nome di Giacomo Matteotti un ciclo di incontri per riflettere sulla storia politica, tra simboli, ideologie e partecipazione. Si parte con il libro di Stefano Pivato

FRATTA POLESINE (Rovigo) – La città di Fratta Polesine e la sezione ANPI Intercomunale “G. Matteotti” promuovono, in occasione del 102° anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti e dell’80° anniversario della Repubblica e del voto alle donne, la seconda edizione della rassegna “Letteratura, Memoria e Resistenza”.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Casa Museo Giacomo Matteotti e il Museo Etnografico “Il Manegium”, con l’obiettivo di tenere viva la memoria storica e stimolare una riflessione critica sul presente.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 7 maggio alle ore 18.00, presso la Sala Civica “G. Matteotti”, al secondo piano della sede municipale. Ospite dell’incontro sarà il prof. Stefano Pivato, che presenterà il suo volume “Alla riscossa!” (Il Mulino, 2025).

Il saggio si colloca in un ampio arco temporale, che va dalla Rivoluzione francese al Crollo del Muro di Berlino, e propone un’analisi originale della partecipazione alla vita politica attraverso simboli, abiti, colori e vessilli. Un percorso che mette in luce i profondi cambiamenti culturali e sociali che hanno accompagnato il progressivo indebolimento delle grandi ideologie contemporanee.

A moderare l’incontro sarà il giornalista Carlo Cavriani, presidente dell’associazione culturale Minelliana di Rovigo.

Nel solco della memoria resistenziale, riecheggiano le parole dello scrittore Beppe Fenoglio:
“I badogliani con sulle spalle il fazzoletto azzurro e i garibaldini col fazzoletto rosso… Nomi romantici e formidabili che andavano da Dinamite a Rolando”.

Il 1789 rappresenta una svolta epocale: la nascita della politica moderna, in cui i simboli sostituiscono l’araldica aristocratica per incarnare ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. Due secoli dopo, il 1989 segna un passaggio altrettanto cruciale, aprendo una fase caratterizzata dalla crisi dei grandi sistemi ideologici e dei linguaggi politici tradizionali.

E in Italia? Il dibattito resta aperto: mentre una parte della popolazione più istruita si avvicina sempre più agli strumenti dell’analisi storica e politica, emergono nuove forme di partecipazione e nuove modalità di espressione simbolica, segno di una trasformazione ancora in atto.

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