Forum dei Cittadini e Associazione Civica per Rovigo richiamano l’amministrazione Cittadin dopo il rogo nell’area verde: “Disponibili 400mila euro per gli interventi, lasciare il bosco al degrado non è più pensabile”

ROVIGO – L’incendio divampato a Parco Langer (LEGGI ARTICOLO) riaccende il dibattito sul futuro dell’area verde e sulla necessità di intervenire rapidamente per la sua messa in sicurezza.

A prendere posizione sono Dina Merlo, del Forum dei Cittadini, e Paolo Giolo, dell’Associazione Civica per Rovigo, che richiamano l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Valeria Cittadin agli impegni già assunti e alla responsabilità di non lasciare l’area in una condizione di abbandono.

Secondo Merlo e Giolo, il rogo ha reso evidente ciò che da tempo viene segnalato: Parco Langer, se non gestito e curato, può diventare un’area esposta a rischi concreti, in particolare incendi e incidenti. “L’incendio ha manifestato in modo evidente i rischi e le problematiche presenti se si continua a mantenere l’area verde in questo stato di abbandono”, affermano.

Il riferimento è al progetto di riqualificazione completato dalla precedente amministrazione Gaffeo, approvato in consiglio comunale e finanziato, ma che secondo i due esponenti civici non sarebbe ancora stato attuato dall’attuale amministrazione.

Nel frattempo, spiegano Merlo e Giolo, sono state svolte indagini ambientali per verificare la presenza di piombo, riscontrato solo in aree limitate sotto i bersagli, e si è discusso anche della presenza di idrocarburi, classificati come inquinamento diffuso e presenti anche in altri siti cittadini oggetto di riqualificazione.

Per i firmatari della nota, è necessario arrivare a una decisione chiara sulla bonifica e sull’utilizzo dell’area, tenendo conto della sua natura reale. “Parco Langer non può essere considerato un normale parco urbano: è e rimane un bosco, vincolato dalle leggi sui sistemi forestali”, sottolineano.

Da qui la necessità di una fruizione controllata, limitata a sentieri e percorsi, escludendo le parti più propriamente boschive.

L’incendio avrebbe inoltre evidenziato criticità operative. La presenza di legna secca accumulata dopo i lavori di posa della recinzione avrebbe alimentato il rogo, mentre la stessa recinzione avrebbe ostacolato l’ingresso dei vigili del fuoco, rendendo necessario l’intervento dell’elicottero. E insomma, quando una recinzione protegge così bene un’area da impedire persino ai soccorsi di entrare, il destino urbanistico si mette a fare satira da solo.

Merlo e Giolo evidenziano però anche un elemento naturale che avrebbe contribuito a limitare i danni: la presenza diffusa di edera, ritenuta capace di rallentare la propagazione delle fiamme.

“Di questo effetto positivo dell’edera bisogna ricordarsi per futuri interventi che dovranno mantenere questa barriera naturale alla diffusione degli incendi”, osservano.

Il punto centrale resta quello delle risorse: nel progetto di riqualificazione dell’amministrazione Gaffeo sarebbero ancora disponibili 400mila euro per la messa in sicurezza dell’area, destinati in particolare all’abbattimento degli alberi pericolanti, soprattutto pioppi piantati in epoche precedenti, così da favorire lo sviluppo della vegetazione spontanea più adatta al territorio.

Secondo Forum dei Cittadini e Associazione Civica per Rovigo, oltre a un riordino complessivo per ragioni di sicurezza, occorre riprendere una vera gestione forestale dell’area, valorizzandola come bosco di pianura e coinvolgendo Regione e associazioni ambientaliste.

Parco Langer viene definito un luogo di valore ambientale e storico, sottoposto a vincolo della Soprintendenza, circostanza che renderebbe incompatibili ipotesi di attraversamento viario o progetti come il passante nord.

La proprietà è ancora demaniale, ma resta aperta la possibilità di un accordo per il passaggio al Comune, utilizzando i fondi regionali AURO già assegnati per un intervento di messa in sicurezza.

Lasciare Parco Langer al degrado e all’abbandono non è certamente pensabile”, concludono Merlo e Giolo, chiedendo che l’incendio appena avvenuto diventi un richiamo concreto agli impegni e alle responsabilità dell’amministrazione.

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