FRASSINELLE (Rovigo) – Un pomeriggio carico di emozioni, riflessioni e umanità quello vissuto alla Club House del Rugby Frassinelle, che ha ospitato Paul Griffen, ex rugbista internazionale, protagonista di un incontro dedicato al tema dell’autismo e dell’inclusione sociale.
Lontano dai riflettori sportivi e dalle imprese sul campo, Griffen ha scelto di raccontarsi nella veste più personale e profonda: quella di padre di un figlio autistico. Un intervento sincero, diretto e privo di retorica, che ha saputo coinvolgere il pubblico presente, aprendo uno spazio di ascolto autentico e di forte partecipazione emotiva.
A guidare il dialogo sono stati il giornalista Ivan Malfatto e la psicologa Anna Chiavilli, che hanno accompagnato la testimonianza attraverso domande e riflessioni capaci di approfondire non solo le difficoltà quotidiane affrontate dalle famiglie, ma anche il percorso di crescita, comprensione e consapevolezza maturato nel tempo.
Nel corso dell’incontro è emerso con forza il valore dello sport come strumento educativo e sociale. In particolare, il rugby si è confermato una disciplina capace di abbattere barriere, favorire relazioni autentiche e costruire comunità inclusive fondate sul rispetto e sulla partecipazione.
Importante anche la presenza delle istituzioni e delle realtà associative del territorio. Tra i partecipanti il presidente del Rugby Frassinelle, Mirko Lucchetta, il consigliere comunale di Frassinelle Carolina Venturoli, il consigliere del Comitato Regionale Veneto Filippo Boraso e Federico Lubian, promotore di un significativo progetto dedicato all’inclusione attraverso il rugby.
Molto apprezzato anche l’intervento dei rappresentanti dell’associazione “La Fattoria Volante” di Castelguglielmo, che hanno presentato le proprie attività rivolte al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità. Attraverso testimonianze, immagini e contributi video, è stato illustrato un percorso che utilizza il lavoro e la partecipazione sociale come strumenti concreti di inclusione.
Nel suo intervento, Filippo Boraso ha sottolineato quanto lo sport possa diventare un mezzo straordinario di integrazione, capace di creare legami veri e promuovere valori fondamentali come accoglienza, rispetto e condivisione, grazie a una collaborazione tra famiglie, istituzioni, scuola e realtà sportive.
Spazio anche al progetto “Barete Fraca’”, presentato da Federico Lubian, iniziativa che promuove inclusione e partecipazione attraverso il gioco del rugby e che viene portata avanti con il supporto delle educatrici coinvolte nel percorso.
L’intervento di Paul Griffen ha lasciato un segno profondo nei presenti, offrendo uno sguardo concreto e pieno di speranza su una realtà ancora troppo spesso poco conosciuta. Non soltanto una testimonianza personale, ma un vero momento di confronto collettivo, capace di generare consapevolezza e nuovi percorsi di inclusione.
La serata si è conclusa con il ringraziamento del presidente del Rugby Frassinelle a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e con un momento conviviale finale, occasione preziosa per continuare il dialogo in un clima informale e di autentica condivisione.


















