Microcamere nascoste nei vestiti, auricolari invisibili e un presunto sistema organizzato per aiutare i candidati durante i quiz della patente. Inchiesta della Polizia Stradale di Trieste 

TRIESTE – ROVIGO – La Polizia di Stato di Trieste ha chiuso una vasta indagine giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica, portando alla luce un presunto sistema illecito finalizzato a superare fraudolentemente gli esami teorici per il conseguimento della patente di guida.

L’inchiesta è partita da una serie di controlli eseguiti dagli agenti della Polizia Stradale all’interno della Motorizzazione Civile di Trieste durante le sessioni d’esame. Proprio in quelle circostanze sarebbero stati scoperti alcuni candidati in possesso di sofisticati dispositivi elettronici nascosti sotto gli abiti, tra cui microauricolari e microtelecamere.

Da lì sono scattati gli approfondimenti investigativi che avrebbero consentito di individuare due distinti gruppi criminali. Secondo quanto emerso, le organizzazioni avrebbero fornito assistenza ai candidati durante i quiz teorici in cambio di denaro, permettendo loro di ricevere suggerimenti in tempo reale sulle risposte corrette.

Determinante, per gli investigatori, è stata l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati e dei tabulati telefonici, grazie ai quali è stato possibile ricostruire numerosi episodi avvenuti a partire dall’ottobre 2023 e identificare le persone che avrebbero beneficiato del sistema illecito.

L’indagine si è conclusa nell’aprile 2026 con la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e delle informazioni di garanzia. Complessivamente sono 106 le persone iscritte nel registro degli indagati.

Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano i reati previsti dalla Legge 475 del 1925 sulla repressione della falsa attribuzione del lavoro altrui per il conseguimento di titoli pubblici, oltre alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Per undici persone è stata inoltre ipotizzata l’associazione per delinquere.

Nel corso delle indagini sono state eseguite perquisizioni nelle province di Trieste, Bologna e Rovigo. Gli agenti hanno sequestrato diverso materiale ritenuto utile all’inchiesta: telefoni cellulari, dispositivi elettronici, microauricolari e persino capi d’abbigliamento modificati appositamente per occultare telecamere, come camicie con fantasie floreali utilizzate per mimetizzare gli strumenti tecnologici.

Secondo gli investigatori, l’operazione rappresenta un intervento importante non solo sul piano repressivo ma anche su quello della prevenzione. Il fenomeno delle patenti ottenute con metodi fraudolenti viene infatti considerato particolarmente insidioso perché rischia di compromettere la sicurezza stradale e l’affidabilità delle procedure pubbliche di abilitazione alla guida.

One Comment
  1. l’articolo pero’ non menziona che ha fruito materialmente della patente facile…ma non è poi cosi’ difficile immaginarlo

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