Fp Cgil e Uil Fp denunciano caos gestionale e mancanza di trasparenza. I lavoratori sospendono le attività extra: “Così non possiamo più andare avanti”

ROVIGO – La tensione nelle sale operatorie dell’Ulss 5 Polesana ha raggiunto livelli senza precedenti. I lavoratori coinvolti nelle attività aggiuntive per il recupero delle liste d’attesa chirurgiche hanno deciso di fermarsi, sospendendo la propria disponibilità a effettuare ulteriori prestazioni extra negli ospedali di Rovigo e Adria.

La decisione è maturata al termine delle assemblee convocate da Fp Cgil e Uil Fp, incontri che hanno registrato una partecipazione praticamente totale del personale interessato. Un segnale forte, che fotografa un clima di crescente esasperazione all’interno dell’Azienda sanitaria polesana.

Secondo i sindacati, il sistema che avrebbe dovuto garantire l’abbattimento delle liste d’attesa starebbe progressivamente perdendo efficacia, schiacciato da problemi organizzativi, mancanza di regole certe e assenza di comunicazioni ufficiali.

Il blocco delle prestazioni aggiuntive rischia ora di rallentare sensibilmente il recupero delle liste operatorie, già fortemente critiche nel territorio polesano. Una situazione che, sottolineano Fp Cgil e Uil Fp, non può essere imputata ai lavoratori.

“I dipendenti hanno garantito per mesi un impegno straordinario, sacrificando tempo personale e familiare per consentire all’Azienda di recuperare le liste d’attesa. Oggi però chiedono semplicemente trasparenza, regole scritte e il rispetto degli accordi”, dichiara Riccardo Mantovan, Segretario Generale Fp Cgil Rovigo.

Nel mirino delle organizzazioni sindacali finiscono soprattutto la gestione delle risorse economiche e la mancata formalizzazione delle procedure. La Regione Veneto, ricordano i sindacati, aveva stanziato fondi specifici e definito regole precise per finanziare e programmare le attività aggiuntive. Tuttavia, all’interno dell’Ulss 5 continuerebbero a mancare atti ufficiali, indicazioni univoche e chiarezza sui pagamenti.

Molti operatori, infatti, non avrebbero ancora ricevuto quanto dovuto per le attività svolte, senza che siano arrivate spiegazioni formali sulle motivazioni dei ritardi.

A rendere ancora più pesante il clima è anche il mancato coinvolgimento delle sigle sindacali nella rendicontazione delle attività effettuate e nella programmazione delle prestazioni aggiuntive per il 2026.

“È inaccettabile che temi così delicati vengano gestiti attraverso comunicazioni verbali o interpretazioni diverse da ufficio a ufficio. In una sanità pubblica servono procedure chiare, ufficiali e uguali per tutti”, afferma Cristiano Pavarin, Segretario Generale Uil Fp Rovigo.

Secondo Fp Cgil e Uil Fp, il problema non riguarda la disponibilità del personale, che finora avrebbe garantito un contributo determinante per mantenere operativo il sistema, ma una gestione definita “confusa e inefficiente”.

I lavoratori chiedono ora l’immediata apertura di un tavolo di confronto e la formalizzazione di tutte le procedure relative alle prestazioni aggiuntive, dai criteri organizzativi fino ai pagamenti.

Fino a quando non arriveranno risposte concrete, il blocco delle disponibilità resterà confermato.

Un segnale che rischia di avere conseguenze dirette sui cittadini e sui tempi di accesso agli interventi chirurgici.

Per i sindacati, la responsabilità di eventuali ulteriori allungamenti delle liste d’attesa ricadrà esclusivamente sull’organizzazione aziendale.

“Quando le risorse ci sono, i lavoratori fanno la loro parte e il sistema si blocca comunque, allora il problema non è il personale. Il problema è chi avrebbe dovuto governare il sistema”, concludono Mantovan e Pavarin.

In merito alle criticità segnalate dalle Organizzazioni Sindacali, la Direzione Strategica dell’Ulss 5 Polesana, recentemente insediatasi, conferma la piena volontà di individuare le soluzioni necessarie e garantire la continuità dei servizi, che proseguono regolarmente senza interruzioni.

La nuova Direzione Strategica è pienamente disponibile ad affrontare gli aspetti organizzativi emersi e a lavorare con il sindacato per il loro superamento, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori. Proprio per questo sono già in programmazione gli incontri con le Organizzazioni Sindacali, ora che la Direzione Strategica è stata completata in tutte le sue componenti.

L’Azienda conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con le rappresentanze dei lavoratori, nella convinzione che il confronto sia lo strumento più efficace per individuare soluzioni condivise e garantire la qualità dei servizi sanitari offerti alla comunità polesana.

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