L’associazione di Mestre analizza le dichiarazioni dei redditi: le partite Iva versano mediamente quasi il doppio dell’Irpef rispetto a lavoratori dipendenti e pensionati. In Veneto i redditi delle imprese in contabilità semplificata superano del 48% quelli dei dipendenti

L’idea che siano esclusivamente lavoratori dipendenti e pensionati a sostenere il peso del sistema fiscale italiano continua a essere una delle convinzioni più diffuse nel dibattito pubblico. Una narrazione che, secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, non trova però conferma nei dati ufficiali delle dichiarazioni dei redditi.

L’analisi diffusa dall’associazione artigiana evidenzia infatti come imprenditori e lavoratori autonomi versino mediamente allo Stato importi Irpef significativamente superiori rispetto alle altre categorie di contribuenti.

Secondo i dati relativi alle dichiarazioni 2024, riferite ai redditi del 2023, l’Irpef media pagata dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi italiani si è attestata a 8.331 euro annui. Un importo che risulta quasi doppio rispetto ai 4.215 euro versati mediamente dai lavoratori dipendenti e ai 4.006 euro dei pensionati.

Tradotto in termini percentuali, significa che le partite Iva pagano il 98% in più dei dipendenti e il 108% in più dei pensionati.

In Veneto il divario è ancora più marcato

L’analisi territoriale mostra risultati particolarmente significativi anche per il Veneto. Prendendo come riferimento i redditi dichiarati dalle imprese in contabilità semplificata, la CGIA rileva che nella regione i piccoli imprenditori dichiarano mediamente 37.390 euro l’anno, contro i 25.250 euro dei lavoratori dipendenti.

Un differenziale pari al 48% in più.

Ancora più ampio il confronto con i pensionati, rispetto ai quali il reddito medio dichiarato dagli imprenditori risulta superiore del 68,6%.

Numeri che collocano il Veneto tra le regioni italiane con il maggiore scarto a favore delle attività economiche, preceduto soltanto da territori come Trentino-Alto Adige, Liguria e Friuli Venezia Giulia.

Oltre 3,8 milioni di contribuenti veneti

Nel complesso, il Veneto conta poco più di 3,8 milioni di contribuenti Irpef. A livello nazionale, invece, i contribuenti sono circa 42,5 milioni: 23,8 milioni lavoratori dipendenti, 14,5 milioni pensionati e 3,3 milioni tra imprenditori e lavoratori autonomi.

Il gettito Irpef complessivo sfiora i 190 miliardi di euro, di cui oltre 100 miliardi derivano dai lavoratori dipendenti, 58 miliardi dai pensionati e 27,4 miliardi dalle partite Iva.

La CGIA sottolinea però che il confronto corretto non va fatto sul totale del gettito, ma sul contributo medio versato da ciascun contribuente.

Ed è proprio da questo confronto che emerge il dato più significativo: ogni lavoratore autonomo o imprenditore versa mediamente allo Stato un’imposta quasi doppia rispetto a quella sostenuta dalle altre categorie.

“Lotta all’evasione sì, ma senza demonizzare le partite Iva”

L’associazione mestrina precisa che il contrasto all’evasione fiscale resta una priorità imprescindibile e che il fenomeno della sotto-dichiarazione esiste anche nel mondo autonomo.

Tuttavia, evidenzia come questo non possa trasformarsi in una generalizzazione che finisce per dipingere indistintamente imprenditori e professionisti come contribuenti privilegiati o meno virtuosi.

Secondo la CGIA, il rischio è quello di alimentare una contrapposizione artificiale tra categorie che non aiuta a comprendere la reale struttura del sistema fiscale italiano.

La provocazione: abolire il sostituto d’imposta

Tra le proposte avanzate nello studio figura anche una riflessione destinata a far discutere: l’eventuale eliminazione del sistema del sostituto d’imposta. Attualmente, infatti, il datore di lavoro versa direttamente allo Stato imposte e contributi per conto del lavoratore dipendente, mentre autonomi e imprenditori provvedono personalmente agli adempimenti fiscali.

Secondo la CGIA, uniformare il sistema potrebbe aumentare la consapevolezza fiscale dei contribuenti e rendere più evidente il contributo effettivamente sostenuto da ciascuna categoria.

Una proposta che l’associazione definisce provocatoria ma utile per aprire una riflessione sulla percezione del carico fiscale e sulla trasparenza del rapporto tra cittadini e fisco.

Nel frattempo, i numeri delle dichiarazioni dei redditi continuano a raccontare una realtà diversa da quella spesso descritta nel dibattito pubblico: almeno in Veneto, e non solo, autonomi e piccoli imprenditori risultano tra i contribuenti che dichiarano e versano mediamente di più.

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