Una grande mostra celebra il maestro della scenografia italiana che ha collaborato con la Scala, il Metropolitan di New York e l’Opéra di Parigi. L’esposizione inaugura la 27ª edizione di Sorsi d’Autore® e sarà visitabile fino al 16 agosto 2026.

FRATTA POLESINE (Rovigo) – Un tributo al valore del “fare” come gesto creativo, alla sapienza artigianale che si trasforma in arte e alla magia invisibile che rende possibile il teatro. Nasce da questi presupposti “Fare Scena. Omaggio al maestro Paolino Libralato, Scenografo Realizzatore”, la mostra che dal 12 giugno al 16 agosto 2026 animerà gli spazi di Villa Badoer, capolavoro palladiano e patrimonio UNESCO, inaugurando la 27ª edizione di Sorsi d’Autore®.

L’esposizione rende omaggio a Paolino Libralato, tra i più autorevoli scenografi realizzatori italiani, protagonista di oltre quarant’anni di carriera al servizio di alcune delle più prestigiose istituzioni teatrali internazionali, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Metropolitan Opera di New York e l’Opéra di Parigi. Nel corso della sua attività ha collaborato con grandi maestri della scena mondiale come Bob Wilson, Beni Montresor e Jérôme Savary, contribuendo a trasformare la scenografia in un autentico “teatro della meraviglia”.

Promossa da Fondazione Aida ETS ICC in collaborazione con la Provincia di Rovigo, la mostra valorizza una delle eccellenze dell’arte scenografica italiana, luogo d’incontro tra tradizione e innovazione, tecnica e sensibilità artistica.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio immersivo tra bozzetti, fotografie, fondali, modelli e materiali di laboratorio, offrendo uno sguardo privilegiato sul lavoro che si cela dietro le quinte e sulla complessa costruzione dell’illusione scenica.

«Fare scena è un invito e insieme una dichiarazione di poetica: rendere visibile ciò che normalmente resta dietro le quinte, restituire dignità e meraviglia al mestiere dello scenografo realizzatore, figura chiave del teatro ma spesso invisibile allo sguardo del pubblico», spiega il curatore Simone Azzoni, critico d’arte e docente di arte contemporanea allo IUSVE e all’Accademia di Belle Arti di Brescia. «La mostra dedicata a Paolino Libralato, uno degli ultimi grandi maestri di questa tradizione, trova in Villa Badoer una sede non neutra ma attiva, capace di dialogare con le opere fino a diventare essa stessa scena».

L’allestimento occupa l’intero piano nobile della villa e le due barchesse laterali, trasformando l’architettura palladiana in un grande dispositivo teatrale. Qui le scenografie dialogano con gli spazi storici, con il paesaggio e con la memoria del luogo, dando vita a una continua contaminazione tra realtà e finzione.

Particolarmente suggestive le installazioni dei grandi boschi in tulle collocati nelle barchesse, che si aprono verso il paesaggio circostante includendo campi e orizzonti reali all’interno della narrazione scenica. Un effetto che dissolve i confini tra interno ed esterno, tra architettura e scenografia.

Nelle sale del piano nobile il percorso alterna sezioni immersive e momenti dedicati alla scoperta del processo creativo. Bozzetti, studi preparatori e fotografie raccontano la nascita delle opere e la trasmissione di un sapere artigianale oggi sempre più raro. Nella sala principale, invece, una scenografia a terra modifica radicalmente la percezione dello spazio attraverso un sofisticato gioco di trompe-l’œil, amplificando la tradizione illusionistica barocca e invitando il visitatore a riconsiderare continuamente il proprio punto di vista.

La mostra propone inoltre installazioni che consentono di osservare da vicino dettagli normalmente invisibili dalla platea, rivelando la componente manuale e poetica della scenografia. Tra queste spiccano le opere dedicate ad Aida e alla celebre installazione della tovaglia, esempi emblematici della capacità di Libralato di coniugare precisione tecnica ed emozione visiva.

Le scenografie ispirate a Canaletto, tratte da Matrimonio Indiano e Capodanno alla Fenice, completano il percorso dialogando con le architetture voltate della villa e annullando ulteriormente il confine tra spazio reale e spazio rappresentato.

Più che una semplice retrospettiva, “Fare Scena” si propone come un atto di responsabilità culturale: raccontare un mestiere sempre più raro e restituirgli il riconoscimento che merita. Un omaggio che trova ideale compimento in un luogo simbolo della cultura veneta, dove la scenografia diventa architettura, paesaggio ed esperienza.

L’inaugurazione è in programma venerdì 12 giugno alle ore 17, su invito. A seguire si terrà l’incontro di apertura di Sorsi d’Autore® con la partecipazione di Patrizia Sardo Marras, stilista e scrittrice, Marco Paolini, tra i più autorevoli drammaturghi e registi italiani, e dello stesso Paolino Libralato. L’incontro, moderato da Stefano Colli, sarà dedicato al rapporto tra arte, memoria, manualità e contemporaneità.

L’iniziativa è sostenuta dalla Provincia di Rovigo e dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, con l’obiettivo di valorizzare Villa Badoer, il patrimonio culturale del territorio e le personalità artistiche che ne hanno segnato la storia. La mostra è inserita nel programma di Sorsi d’Autore®, manifestazione organizzata da Fondazione Aida, Regione del Veneto e Istituto Regionale Ville Venete.

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