ROVIGO – Fratelli d’Italia potrebbe tornare al congresso provinciale entro la fine del mese di luglio. È questa l’indicazione arrivata dal partito nazionale alle federazioni provinciali attualmente commissariate, una situazione che in Veneto riguarda almeno cinque delle sette province e che ha visto il cambio del coordinatore regionale, dal senatore Luca De Carlo al collega Raffaele Speranzon (LEGGI ARTICOLO).
Tra queste c’è anche Rovigo, dove il partito è guidato dal commissario provinciale, il senatore Bartolomeo Amidei, nominato dopo le dimissioni dell’ultima segreteria eletta.
La vicenda affonda le radici nell’ultima stagione congressuale ordinaria del partito, che nel Polesine aveva visto prevalere per un solo voto Valeria Mantovan sull’altro candidato Alberto Patergnani (LEGGI ARTICOLO). Una sfida particolarmente combattuta che aveva evidenziato le diverse sensibilità interne alla formazione politica.
Successivamente, l’elezione di Mantovan ad assessore regionale nella giunta guidata da Luca Zaia (LEGGI ARTICOLO), subentrando a Elena Donazzan dopo la sua elezione al Parlamento europeo, aveva determinato una situazione di incompatibilità con il ruolo di segretario provinciale. Da allora la federazione rodigina è rimasta commissariata.
La situazione non è cambiata nemmeno dopo l’insediamento della nuova amministrazione regionale guidata da Alberto Stefani, che ha confermato Mantovan nell’esecutivo veneto (LEGGI ARTICOLO), lasciando quindi aperta la questione della guida politica provinciale.
Proprio sul tema si sarebbe soffermato il senatore Amidei nel corso dell’ultimo direttivo provinciale convocato la scorsa settimana.
Secondo quanto emerso dalla riunione, il commissario avrebbe spiegato che l’indicazione nazionale a celebrare i congressi nelle federazioni commissariate non rappresenterebbe un obbligo automatico, ma una facoltà rimessa alle valutazioni politiche del partito e degli organismi territoriali.
Amidei avrebbe inoltre richiamato il ricordo dell’ultimo congresso provinciale, definito da molti dirigenti come uno dei momenti più divisivi della recente storia di Fratelli d’Italia nel Polesine.
Per questo motivo il senatore avrebbe auspicato che, qualora si decidesse di procedere con l’elezione del nuovo segretario provinciale, si possa arrivare a una candidatura unitaria, capace di raccogliere il consenso delle diverse anime del partito ed evitare nuove contrapposizioni interne.
Un invito che, almeno per il momento, non ha prodotto una posizione ufficiale del direttivo provinciale. L’organismo dirigente, infatti, non si sarebbe espresso né sulla convocazione del congresso né su possibili nomi da indicare per la successione.
Nelle prossime settimane l’attenzione sarà quindi concentrata sull’eventuale individuazione di una figura condivisa in grado di raccogliere il testimone da Amidei e accompagnare il partito verso le prossime sfide politiche e amministrative.
Per Fratelli d’Italia si tratta di una scelta particolarmente significativa. Da un lato vi è l’esigenza di restituire piena autonomia politica alla federazione provinciale dopo un lungo periodo di commissariamento; dall’altro la volontà, più volte richiamata dai vertici locali, di preservare l’unità di un partito che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo di principale forza del centrodestra polesano.
Luglio potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per gli equilibri interni di Fratelli d’Italia in provincia di Rovigo, ma molto dipenderà dalla capacità delle diverse componenti di convergere su un progetto e su una leadership condivisi.

















