CASTELGUGLIELMO (Rovigo) – Un nuovo passo nella lotta al caporalato e nella promozione della dignità del lavoro agricolo. Giovedì 11 giugno alle ore 11.30, nella sala civica del Comune di Castelguglielmo, il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Veneto, Lucas Pavanetto, firmerà il Protocollo d’Intesa per la gestione operativa degli interventi di rigenerazione urbana e sociale previsti nel territorio polesano.
L’accordo rappresenta uno dei tasselli più importanti di un innovativo progetto finanziato nell’ambito del PNRR, con il Comune di Castelguglielmo nel ruolo di soggetto attuatore e la Regione Veneto quale ente coordinatore (LEGGI ARTICOLO). L’obiettivo è quello di contrastare concretamente il fenomeno del caporalato attraverso azioni integrate di inclusione sociale, accoglienza e tutela dei lavoratori.
Al termine della firma è prevista una conferenza stampa durante la quale saranno illustrati i contenuti del protocollo e le prossime fasi operative dell’iniziativa. Insieme al vicepresidente Lucas Pavanetto interverrà anche il sindaco di Castelguglielmo, Giorgio Grassia, alla guida dell’amministrazione comunale capofila del progetto.
L’intesa coinvolge una vasta rete di soggetti istituzionali, sindacali e del mondo agricolo, tra cui Veneto Lavoro, l’Ente Bilaterale dell’Agricoltura Rodigina, la Federazione Regionale Coldiretti del Veneto, l’Associazione Polesana Coltivatori Diretti, Confagricoltura Veneto, Confagricoltura Rovigo, Cia Veneto, Cia Rovigo, Cgil Rovigo, Flai Cgil Rovigo, Fai Cisl Veneto e Fai Cisl Padova-Rovigo.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione sociale già avviato a Castelguglielmo, che prevede importanti interventi abitativi destinati ai lavoratori agricoli. Il Comune, infatti, è destinatario di un finanziamento di circa 1,64 milioni di euro per la realizzazione di 50 alloggi, di cui 41 ricavati nelle ex scuole e 9 all’interno di un immobile comunale, con l’obiettivo di offrire soluzioni dignitose e contrastare le condizioni che spesso favoriscono lo sfruttamento della manodopera.
La firma del protocollo rappresenta dunque un momento significativo per il territorio polesano e per l’intero Veneto, chiamati a sperimentare un modello innovativo di collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali nella difesa dei diritti dei lavoratori e nella promozione della legalità.

















