Il Consorzio di Bonifica Adige Po traccia un bilancio dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio polesano. Attivate squadre operative e impianti idrovori per fronteggiare precipitazioni eccezionali, assimilabili a un evento con tempo di ritorno di circa 100 anni.

ROVIGO – A pochi giorni dal violento episodio di maltempo che il 2 giugno scorso ha investito il Polesine, il Consorzio di Bonifica Adige Po fa il punto sugli effetti dell’evento e sulla risposta messa in campo dalla propria struttura tecnica e operativa per contenere le conseguenze idrauliche di una perturbazione definita di straordinaria intensità.

Tra le 14.30 del 2 giugno e le 2 del mattino del giorno successivo, una serie di celle temporalesche particolarmente intense ha interessato soprattutto i territori di Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Villamarzana, Villanova del Ghebbo e Lendinara, portando piogge abbondanti, grandinate e un livello di criticità classificato come moderato-elevato.

Se nell’Alto Polesine non si sono registrati allagamenti significativi, nonostante i danni provocati dalla grandine alle colture agricole, e nel Medio Polesine a sud del Canalbianco non sono emerse particolari problematiche, le situazioni più complesse si sono concentrate in alcuni bacini particolarmente vulnerabili, tra cui Rezzinella, Campagna Vecchia Superiore e Valdentro, dove gli allagamenti sono persistiti anche nelle 24 ore successive all’evento.

Dal punto di vista meteorologico, l’episodio si è caratterizzato per la presenza di due perturbazioni distinte che hanno colpito in rapida successione aree diverse del comprensorio. La prima ha interessato la fascia compresa tra Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Villamarzana, Villanova del Ghebbo e Lendinara, raggiungendo il massimo dell’intensità attorno alle ore 15. La seconda si è sviluppata successivamente tra Pontecchio Polesine, Borsea e Bosaro, con un picco registrato intorno alle 18.

I dati raccolti dalla rete pluviometrica consortile, con rilevazioni ogni cinque minuti, evidenziano la portata eccezionale delle precipitazioni. Presso lo Scolmatore Rezzinella di Costa di Rovigo sono stati registrati 89,4 millimetri di pioggia nelle 24 ore, con un picco di intensità pari a 80,2 millimetri all’ora. A Fontana, nel territorio di Fratta Polesine, sono caduti 79,2 millimetri con un picco di 61,2 millimetri all’ora. Valori molto elevati sono stati rilevati anche ai pluviometri di Piombo (60,8 millimetri), Pontecchio Polesine (49,4 millimetri) e Bussari, ad Arquà Polesine (45,4 millimetri).

L’analisi delle precipitazioni, effettuata confrontando i dati registrati con le curve pluviometriche elaborate dalla piattaforma SECURE, sviluppata da Regione del Veneto, ARPAV e Università di Padova, ha evidenziato come l’evento possa essere associato a un tempo di ritorno di circa 100 anni, confermandone il carattere eccezionale.

Di fronte a questo scenario, la risposta del Consorzio è stata immediata. Già entro le 16 erano operativi sul territorio circa 14 addetti, numero salito a circa 30 durante la fase più critica del pomeriggio. Tecnici e operatori hanno presidiato le diverse aree interessate dal maltempo, garantendo la continuità delle operazioni per tutta la notte tra il 2 e il 3 giugno.

Determinante anche il contributo del sistema impiantistico. L’idrovora dello Scolmatore Rezzinella, a Rovigo, è entrata in funzione appena nove minuti dopo il picco pluviometrico principale registrato nella zona. Successivamente sono stati attivati gli impianti di Santa Libera a Borsea, Fontana a Fratta Polesine, Bussari ad Arquà Polesine e soprattutto Ponti Alti, a Sant’Apollinare di Rovigo, che ha lavorato a pieno regime con sei pompe attive per fronteggiare i deflussi generati dalle due perturbazioni. Tre pompe sono rimaste operative per l’intera giornata del 3 giugno, mentre le altre hanno continuato a lavorare anche oltre, a testimonianza dello sforzo richiesto al sistema di bonifica.

L’ondata di maltempo ha provocato anche danni alle infrastrutture consortili, principalmente sotto forma di franamenti di sponda. Per questo motivo il monitoraggio sul territorio prosegue senza sosta, poiché ulteriori dissesti legati all’evento potrebbero manifestarsi nei prossimi giorni.

“Quello del 2 giugno è stato un evento meteo di eccezionale intensità, che ha colpito duramente il nostro territorio in poche ore e con una distribuzione molto complessa dei deflussi”, sottolinea il presidente del Consorzio, Roberto Branco. “In questo contesto, la rete consortile, gli impianti idrovori e soprattutto il lavoro immediato dei nostri operatori hanno rappresentato un presidio essenziale di sicurezza per il Polesine. I danni al comparto agricolo sono stati ingenti e sotto gli occhi di tutti, ma è importante evidenziare come il sistema della bonifica abbia retto un evento assimilabile, per intensità, a un episodio con tempo di ritorno centennale, limitando conseguenze che avrebbero potuto essere ancora più gravi per territori, abitati e infrastrutture”

Per Roberto Branco, episodi di questo tipo confermano la necessità di continuare a investire nella sicurezza idraulica del territorio. “Manutenzione, monitoraggio, innovazione e ammodernamento della rete non sono costi, ma investimenti indispensabili per la tutela delle comunità”, conclude.

Nei prossimi giorni il Consorzio di Bonifica Adige Po proseguirà le attività di monitoraggio, la verifica dei danni alle infrastrutture e la programmazione degli interventi necessari, nella consapevolezza che fenomeni meteorologici sempre più intensi richiedono non solo una risposta tempestiva, ma anche una costante evoluzione del sistema di bonifica.

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