VENEZIA – Il mercato del lavoro veneto conferma il proprio andamento positivo anche nel 2026. Nei primi cinque mesi dell’anno sono state registrate quasi 60 mila nuove posizioni di lavoro dipendente, di cui 17 mila nel solo mese di maggio, a testimonianza della capacità del sistema economico regionale di mantenere una dinamica occupazionale favorevole nonostante le incertezze del contesto internazionale.
A evidenziarlo è la pubblicazione di giugno de La Bussola di Veneto Lavoro, il report che monitora l’andamento del mercato occupazionale regionale.

“Prosegue una fase positiva per il mercato del lavoro del Veneto. Il bilancio è ancora superiore rispetto a quello dello scorso anno”, sottolinea il vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto. “Nonostante le difficoltà che emergono a livello internazionale, con le tensioni geopolitiche che producono effetti negativi sui mercati, in particolare nel settore energetico, il Veneto ha dimostrato resilienza grazie alla forza del comparto turistico”.
Secondo Lucas Pavanetto, i dati sull’occupazione devono essere letti in coerenza con il quadro congiunturale delineato da Banca d’Italia. Se da un lato si registra un rallentamento dell’economia legato alle tensioni internazionali e alla frenata del settore manifatturiero, dall’altro il mercato del lavoro regionale continua a generare occupazione grazie alla solidità del terziario e del turismo, confermando la capacità di adattamento del tessuto produttivo veneto.
Da gennaio a maggio il saldo occupazionale si attesta a +59.200 posizioni di lavoro dipendente, sostenuto soprattutto dalle dinamiche positive registrate nei mesi di marzo e maggio. In crescita anche le assunzioni, che segnano un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
“Il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno è positivo in tutte le province, ad eccezione di Belluno, dove pesa la conclusione della stagione turistica invernale”, aggiunge Pavanetto. “Rispetto allo scorso anno il saldo occupazionale migliora in particolare a Venezia (+30.300), dove cresce anche la domanda di lavoro, a Verona (+21.200) e a Rovigo (+2.500)”.
Sul fronte dei settori economici, resta in testa il terziario, trainato soprattutto dal turismo. Segnali incoraggianti arrivano anche dai servizi di pulizia e dai comparti dell’editoria e della cultura. Positivo inoltre l’andamento dell’agricoltura, che registra un saldo leggermente superiore a quello del 2025, con +7.300 posizioni di lavoro.
Continua invece il rallentamento dell’industria, ancora influenzata dalle tensioni geopolitiche internazionali. Tuttavia, emergono alcuni timidi segnali di ripresa dal comparto metalmeccanico, che evidenzia miglioramenti sia sul fronte delle assunzioni sia nella variazione complessiva dei posti di lavoro.













