ROVIGO – Nessun attacco alle persone o al nuovo soggetto politico, ma una netta presa di distanza sui valori e sulla visione della società. È questo il messaggio affidato a una nota dal vice coordinatore regionale del Veneto di Noi Moderati, il rodigino Massimo Carravieri, che interviene sul dibattito seguito alla nascita di Futuro Nazionale, il movimento politico ispirato al generale Roberto Vannacci.
«Molti mi chiedono cosa penso del generale Vannacci e del suo nuovo movimento politico – scrive Carravieri –. Non abbiamo nulla di personale nei confronti di Futuro Nazionale e delle persone che lo rappresentano nei territori. Chi decide di dar vita a un nuovo progetto politico è libero di farlo e, se riesce in poco tempo a costruire un nuovo soggetto, dimostra anche coraggio».
Il dirigente di Noi Moderati chiarisce però che le differenze tra i due movimenti sono profonde e riguardano soprattutto i valori di riferimento.
Nel mirino finiscono le dichiarazioni attribuite a Roberto Vannacci sulla scuola e sull’inclusione degli alunni con disabilità. «Riteniamo vergognoso leggere affermazioni secondo cui i bambini con disabilità dovrebbero frequentare classi separate dagli altri – afferma Carravieri –. Una proposta di questo tipo rinuncia al diritto fondamentale all’istruzione inclusiva e alimenta stereotipi, paure e discriminazioni nei confronti di chi nasce diverso, ma non per questo meno umano».
Secondo l’esponente di Noi Moderati, la questione non può essere ricondotta esclusivamente all’organizzazione scolastica. «Separare i bambini sulla base delle loro capacità o del loro diverso modo di apprendere non è un semplice cambiamento didattico, ma riguarda direttamente i diritti umani».
Carravieri ribadisce quindi la posizione del proprio partito. «Noi Moderati vogliamo vivere in una società nella quale siano tutelati i principi della solidarietà e dell’inclusione. Continueremo a difendere con determinazione questi valori, che per noi sono essenziali e non negoziabili».
Il vice coordinatore regionale conclude sottolineando che la distanza da Futuro Nazionale non nasce da contrapposizioni personali, ma da «una visione della società e della politica profondamente diversa» rispetto a quella del movimento guidato dal generale Roberto Vannacci.

















