A Panarella di Papozze l'opera realizzata da Alessandro Cannatà e Tommaso Lucadamo rende omaggio a oltre un secolo di tradizione artigiana. Un viaggio tra memoria, lavoro e identità che celebra il valore sociale del pane.

PAPOZZE (Rovigo) – Ci sono storie che profumano di pane appena sfornato, capaci di attraversare il tempo senza perdere il loro valore. A Panarella di Papozze, sulla facciata della storica casa della famiglia Giovannini, è nato un grande murales che racconta 108 anni di lavoro, sacrifici e tradizione, rendendo omaggio a uno dei panifici simbolo del territorio.

L’opera, composta da numerose scene unite in un unico racconto visivo, ripercorre la lunga storia di una famiglia che, partita da un antico mulino sul Po, ha sfamato intere generazioni, affrontando le difficoltà della povertà e i drammi della guerra senza mai interrompere la propria attività.

Il murales è nato per volontà di Adriana Giovannini, nata Masala, che ha affidato il progetto ai professori Alessandro Cannatà e Tommaso Lucadamo, artisti ormai affermati dopo una lunga esperienza nell’insegnamento. I due hanno già firmato numerosi interventi artistici tra Adria e il Delta del Po, contribuendo a valorizzare angoli e luoghi simbolo del territorio.

Originaria di Baressa, in provincia di Cagliari, Adriana Giovannini ha voluto portare anche in Polesine una tradizione molto sentita nella sua terra d’origine. In Sardegna, infatti, i murales trasformano i piccoli borghi in autentici musei a cielo aperto, raccontando la memoria collettiva, il folklore e le vicende delle comunità locali.

Ascoltando i ricordi della famiglia, raccogliendo aneddoti ed emozioni, Cannatà e Lucadamo hanno trasformato la memoria in immagini, realizzando un’opera che restituisce al territorio un prezioso patrimonio di identità.

Tra le scene raffigurate spiccano Adriana, davanti al suo storico forno, e il marito Fausto Giovannini alla guida dell’immancabile Ape con cui, per decenni, ha distribuito il pane nelle case. Non manca la riproduzione della caratteristica grotta con la Madonnina, ancora oggi presente nel giardino dell’abitazione. Fu voluta da uno zio della famiglia emigrato in Brasile durante uno dei suoi ritorni a Panarella e rappresenta il dolore dell’emigrazione e il legame mai spezzato con la terra d’origine.

Anche la storia della sua costruzione racconta una vita fatta di sacrifici. Le pietre, recuperate dai masari, i piccoli canali di scolo utilizzati per l’irrigazione, vennero trasportate una a una da un giovanissimo Fausto, armato soltanto di una carriola e di tanta forza di volontà. Sullo sfondo dell’opera si estendono i campi di grano polesani punteggiati di papaveri, simbolo del profondo legame tra la terra e il pane.

Il murales è soprattutto un tributo alla straordinaria dedizione di Adriana e Fausto Giovannini. Lei impasta il pane da oltre quarant’anni; lui si occupa della gestione e della distribuzione da circa sessant’anni. Una vita scandita da ritmi durissimi: la sveglia suona alle tre del mattino nei giorni feriali e addirittura alle due il sabato, sacrificando gran parte della vita sociale e del tempo libero.

Fu proprio Adriana Giovannini a scegliere di proseguire l’attività quando i suoceri stavano pensando di chiudere il panificio. La tradizione della panificazione, custodita e tramandata soprattutto dalle donne della famiglia, è così arrivata fino ai giorni nostri.

Nei suoi ricordi riaffiora anche la figura della madre di Fausto, donna di grande forza che durante la Seconda guerra mondiale continuò a impastare e distribuire pane per sfamare tante persone in difficoltà. Un’eredità morale che Adriana ha raccolto con orgoglio, continuando a custodire un mestiere fatto di passione, responsabilità e servizio verso la comunità.

L’inaugurazione dell’opera si è svolta il 27 giugno con una cerimonia volutamente raccolta, nello stile che ha sempre contraddistinto i coniugi Giovannini: lontani dai riflettori, ma profondamente legati ai valori del lavoro e dell’umiltà, pur avendo rappresentato per oltre un secolo un punto di riferimento per il tessuto artigianale e sociale del Polesine.

Con Adriana e Fausto Giovannini si chiuderà una lunga stagione della panificazione artigianale di famiglia. I figli hanno infatti scelto di proseguire soltanto l’attività di vendita, senza continuare la produzione del pane.

Si conclude così una dinastia che ha scritto una pagina importante della storia locale. Ma grazie al murales firmato da Alessandro Cannatà e Tommaso Lucadamo, quella straordinaria vicenda continuerà a vivere sulle pareti di Panarella, ricordando a chiunque passi che il pane non è soltanto un alimento: è memoria, famiglia, lavoro e amore per la propria terra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie