Il Rapporto Crea Sanità 2026 premia la Regione Veneto per l’indice di performance generale. Stefani: “Risultato positivo, ma puntiamo all’80%”. Gerosa: “Dati che confermano la solidità del nostro modello”

VENEZIA – Il Veneto si conferma al vertice della sanità italiana secondo il Rapporto Crea Sanità 2026, che assegna alla Regione il primo posto per l’indice di performance generale, costruito sulla base delle valutazioni di stakeholder e utenti.

“In Sanità, alle classifiche non va mai data rilevanza assoluta. Ma il Rapporto Crea 2026 assegna alla Regione Veneto il primo posto in Italia per l’indice di performance generale, determinato dagli stakeholders e dagli utenti. Un risultato positivo che ci spinge a fare ancora di più”, ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, commentando i dati presentati a Roma.

Il rapporto, intitolato “Livelli di tutela della salute: le performance regionali”, analizza diverse dimensioni del sistema sanitario: esiti delle cure, appropriatezza, sostenibilità economico-finanziaria, oltre agli aspetti sociali legati a equità e innovazione.

“La nostra Regione appare prima in Italia con il 64% di indice di performance, ma questa posizione, per quanto positiva, non ci accontenta – ha aggiunto Stefani – il nostro obiettivo, come indica Crea, è di arrivare all’80%. A questo abbiamo iniziato a lavorare fin dai primi giorni della legislatura, con una serie di novità decise e attivate, con la grande operazione delle Case e Ospedali di Comunità e improntando alla totale collaboratività il rapporto con le categorie professionali e con gli stakeholders”.

Il Presidente ha poi voluto sottolineare il ruolo del personale sanitario: “Desidero ringraziare per l’apporto quotidiano di tutto il personale medico, infermieristico e amministrativo – ha aggiunto Stefani – sono loro i protagonisti del nostro sistema”.

Il Veneto figura inoltre tra le cinque Regioni migliori anche per la quota di cittadini che percepiscono un miglioramento dei servizi sanitari regionali, pari al 22,7%.

Sulla questione è intervenuto anche l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa, che ha commentato: “In queste 5 Regioni oltre un quinto della popolazione percepisce un miglioramento dei servizi. Questo, in qualche modo, rende giustizia a certe negatività che fanno più parte della strumentalizzazione politica che della realtà”.

Gerosa ha poi evidenziato alcune criticità nazionali emerse dal rapporto: “Il Rapporto Crea indica a livello nazionale delle criticità piuttosto profonde rispetto all’integrazione con il sociale e all’innovazione, che spiegherebbero un arretramento sul versante dell’equità. Credo di poter dire che nulla di tutto ciò riguarda, se non in minima parte, il Veneto. Il nostro modello sanitario è improntato proprio alla forte integrazione tra sanitario e sociale e tra ospedale e territorio. L’innovazione è al centro delle nostre politiche strategiche e finanziarie, con una strategia di acquisti e miglioramento tecnologico senza soluzione di continuità. Migliorare si può e si deve sempre, ma credo che il Veneto si proponga come esempio da seguire in tante altre parti d’Italia”.

 

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