Le indagini dei Carabinieri, avviate a gennaio, hanno fatto emergere un sistema a pagamento per favorire la permanenza di cittadini extracomunitari. Sequestrati documenti e accertate condizioni di grave degrado negli immobili
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

LENDINARA (Rovigo) – Un sistema organizzato per favorire la permanenza sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari, attraverso false dichiarazioni di ospitalità e iscrizioni fittizie della residenza. È quanto emerso dall’attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Lendinara, che nei giorni scorsi hanno denunciato un 24enne di nazionalità pakistana, regolarmente presente sul territorio italiano.

Il giovane è indagato, in ipotesi accusatoria, per i reati di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, sostituzione di persona e falsità materiale commessa da privato.

L’indagine dell’Arma era iniziata nel mese di gennaio, a seguito della querela presentata da un connazionale del 24enne, che sarebbe stato vittima di una vera e propria sostituzione di persona. L’uomo aveva denunciato ai militari che il giovane avrebbe falsificato sistematicamente la sua firma per presentare agli uffici competenti false dichiarazioni di ospitalità, utilizzando inoltre, a sua insaputa, il suo indirizzo di residenza all’interno della documentazione.

Gli immediati accertamenti condotti dai Carabinieri hanno consentito di far emergere un quadro più ampio. Le abitazioni gestite dal 24enne, tutte situate nel territorio di Lendinara, sarebbero state utilizzate per ospitare fittiziamente decine di persone, mentre soltanto una parte di queste vi avrebbe effettivamente dimorato.

Le successive attività investigative hanno quindi permesso di ricostruire un presunto giro di affari illeciti legati al soggiorno in Italia di cittadini extracomunitari, gestito dietro il pagamento di somme di denaro. Gli investigatori avrebbero infatti individuato anche un vero e proprio tariffario, con importi compresi tra i 200 e i 1.000 euro per ciascuna pratica relativa alle false dichiarazioni di ospitalità e alle iscrizioni fittizie della residenza.

Si tratta di documentazione particolarmente importante per i cittadini provenienti da Paesi esterni all’Unione Europea, in quanto necessaria, tra le altre cose, per il rilascio della carta d’identità e il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Un ulteriore e significativo riscontro alle ipotesi investigative sarebbe arrivato dagli accertamenti effettuati sulla carta di credito in uso al 24enne. I militari hanno infatti individuato numerose ricariche e anomale immissioni di denaro contante, per importi ritenuti perfettamente compatibili con le somme previste dal presunto tariffario illecito.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a effettuare i pagamenti sarebbero stati proprio alcuni dei soggetti formalmente registrati all’anagrafe come “conviventi”, ma che, di fatto, non avrebbero abitato negli immobili indicati.

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che, subito dopo aver incassato i proventi dell’attività contestata, il 24enne li trasferiva sistematicamente all’estero attraverso diverse piattaforme, effettuando continui e cospicui bonifici in uscita.

Una volta raccolti i primi elementi, i Carabinieri di Lendinara hanno informato la Procura della Repubblica di Rovigo, che ha disposto un decreto di perquisizione locale e personale nei confronti del giovane. Il provvedimento è stato successivamente eseguito dagli stessi militari dell’Arma.

Nel corso della perquisizione, all’interno di uno degli immobili, i Carabinieri hanno riscontrato anche condizioni abitative di grave degrado, con stanze sovraffollate, numerosi letti e diversi giacigli di fortuna.

All’interno dell’abitazione sono stati identificati diversi cittadini extracomunitari che, ascoltati dai militari, avrebbero confermato di pagare un affitto “in nero”, in contanti, per poter usufruire di un posto letto.

Durante la perquisizione sono stati infine rinvenuti e sottoposti a sequestro penale numerosi documenti, ritenuti dagli investigatori elementi utili e comprovanti la condotta illecita contestata al 24enne.

L’attività investigativa dei Carabinieri di Lendinara, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, proseguirà ora per definire ulteriormente tutti gli aspetti della vicenda e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nel sistema ricostruito dagli inquirenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie