L’idea di Leonardo Raito, sindaco di Polesella (Rovigo), è condivisibile, senza un briciolo di unitarietà promozionale e comunicativa, però, è davvero difficile poter raccogliere consensi e turisti

POLESELLA (Rovigo) – Alcune iniziative turistico culturali e sostenibili in Polesine hanno dimostrato l’attrattività di un territorio ricco di splendide occasioni e di splendidi luoghi di visitazione. Ciò tuttavia, l’offerta turistica pare ancora oggi troppo frammentaria e non ancora inserita o percepita in un contesto di rete che potrebbe realmente essere occasione di promozione complessiva della nostra Provincia.

“Occorrerebbe, a mio avviso, puntare sul network dei luoghi culturali – spiega il sindaco di Polesella, Leonardo Raito –  per fare in modo che chi vuole vivere il Polesine in modo sostenibile possa cogliere tutti i percorsi che lo costellano. Per esempio, manca un circuito polesano delle ville venete, pur essendo presenti notevoli perle architettoniche (penso a Villa Badoer e Villa Morosini, ma anche a Villa Nani Mocenigo e ad altre. Molto si potrebbe fare anche pensando ai luoghi del risorgimento (il museo di Lendinara, Fratta, Polesella, Crespino) o a quelli de La Boje. I luoghi dell’archeologia trovano nei musei di Fratta, dei Grandi fiumi di Rovigo e Nazionale etrusco di Adria degli ambienti bellissimi, ma così si potrebbe pensare anche ai luoghi della grande guerra, a quelli della resistenza e dei conflitti contemporanei, quelli dell’edilizia religiosa o dell’archeologia industriale, senza dimenticare i fiumi come l’Adige e il Po e le loro caratteristiche, o i manufatti della bonifica che potrebbero contrassegnare quello che, anni fa, definii ecomuseo della civiltà idraulica polesana”. 

Il turismo non si inventa, si costruisce con le idee e sfruttando le opportunità della natura.

“Senza rete, senza coordinamento, senza un briciolo di unitarietà promozionale e comunicativa, però, è davvero difficile poter raccogliere consensi – commenta Leonardo Raito – a una prospettiva di visitazione complessiva, che consentirebbe al turista di potersi giovare di ospitalità in loco, di conoscenza e consumo del prodotto enogastronomico o del piccolo artigianato locale, di intermodalità. Perché allora non partire dall’istituzione di una Polesine Card che consenta a tutti di visitare tanti splendidi luoghi? Perché non costruire una promozione unitaria affinché tutta la Provincia possa essere conosciuta e vissuta in una logica di insieme? Fare squadra è difficile, ma senza fare squadra non si cresce. Una lezione che dobbiamo cogliere in fretta, per non sparire dalle carte geografiche”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie