Atti di piombo. Eversione e terrorismo a Rovigo, la presentazione in Tribunale 

Il libro di Alberto Garbellini ricostruisce con passione e rigore una stagione densa di avvenimenti, nello scenario di una città e di una provincia apparentemente lontane dagli sconvolgimenti dei grandi centri.

ROVIGO – Venerdì 24 giugno, con inizio alle ore 16,30, l’Aula d’Assise del Tribunale di Rovigo (via G. Verdi, 2) ospita la presentazione del nuovo saggio di Alberto Garbellini, Atti di piombo. Eversione e terrorismo a Rovigo (1969-1982), edito da Rem Apogeo, con prefazione di Alessandro Naccarato. L’incontro è promosso e organizzato dall’Istituto Polesano per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea – IstPolRec, presieduto da Luigi Contegiacomo. 

Dopo i saluti istituzionali e l’intervento del presidente del Tribunale di Rovigo dott. Angelo Risi, i temi del libro saranno analizzati dall’autore, Alberto Garbellini. Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003 e redattore del quotidiano “La Voce di Rovigo”, ha pubblicato il romanzo Intrigo rosso, caccia al memoriale di Aldo Moro (Zona ed., 2015). Dialogheranno con l’Autore lo storico Leonardo Raito e Dario Curtarello, già procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo, moderati dal presidente del Cur Diego Crivellari, membro del Comitato scientifico di IstPolRec. 

Atti di piombo è una ricerca scrupolosa e articolata su un decennio cruciale per la storia locale e nazionale, cominciato con l’autunno caldo e culminato con l’assalto al carcere di Rovigo compiuto dai terroristi di Prima linea nei primi giorni del 1982, esattamente quarant’anni fa. Anche un territorio come il Polesine, pur lontano dalle maggiori realtà metropolitane, ma comunque vicino – per esempio – a laboratori dell’eversione come Padova, non fu estraneo al clima di violenza e feroce scontro ideologico che caratterizzò gli anni di piombo

In poco meno di quattro anni, tra il 1977 e il 1980, a Rovigo e dintorni gli attentati di matrice politica furono almeno una quarantina. Una spinta eversiva che, tra estremismi di destra e di sinistra, mise a dura prova le forze dell’ordine e le istituzioni democratiche. Un quadro cupo di notizie, di figure oscure, di trame ed episodi tuttora meritevoli di approfondimento, che rappresenta uno spaccato certamente significativo di una fase storica così particolare e contiene eventi di risonanza non solo locale, dal congresso di Potere operaio di Rosolina del 1973 all’assalto al carcere di Rovigo del gennaio 1982. 

Il libro di Garbellini ricostruisce con passione e rigore una stagione densa di avvenimenti, nello scenario di una città e di una provincia apparentemente lontane dagli sconvolgimenti dei grandi centri. C’è la destra neofascista: dalla nascita della cellula rodigina di Ordine Nuovo alle varie ipotesi di coinvolgimento nelle stragi che hanno insanguinato l’Italia. C’è la sinistra extraparlamentare: dai legami con Autonomia operaia alle azioni compiute nelle cosiddette Notti dei fuochi e alla pratica della violenza diffusa. Ci sono le bombe alla Questura di Rovigo, alle sedi di partito, l’assalto al carcere del 1982, ma anche i legami – mai completamente chiariti – con le stragi di piazza della Loggia a Brescia (1974) e alla stazione di Bologna (1980). Ci sono i lutti e le testimonianze delle vittime di quegli attentati e le voci di chi in quel periodo terribile scelse di schierarsi da una parte o dall’altra. Ci sono le parole di chi difese lo Stato e ci sono, solida base della narrazione, gli atti di magistratura e forze dell’ordine, le sentenze, le analisi per spiegare e comprendere. 

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