Non c'è il parere favorevole della parte tecnica del Comune di Rovigo al trasferimento di fondi ad Iras Rovigo in assenza di un accordo sul futuro di Casa Serena. Per evitare il default il consiglio comunale potrà votare contro

ROVIGO – Da quel “Finalmente!” pronunciato come una liberazione dai sindacati dopo l’ultimo incontro in Prefettura a Rovigo alla presenza del prefetto Clemente Di Nuzzo, dell’assessore regionale Manuela Lanzarin e del Comune di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) dove la soluzione sembrava dietro l’angolo, alla doccia fredda dell’incontro odierno: Il Comune di Rovigo ha espresso parere negativo all’erogazione dell’acconto dal 600.000 euro che avrebbe dovuto liquidare entro fine dicembre in attesa dell’accordo complessivo con Ater, Regione ed Ulss 5 Polesana, sul futuro dell’immobile, lasciato libero dagli ospiti, di Casa Serena.

La rimanenza della somma, almeno 3,2 milioni di euro complessivi, sarebbe arrivata ad Iras Rovigo come indennizzo per la risoluzione della convenzione in essere con il Comune di Rovigo, Iras avrebbe trasferito tutta l’attività socio assistenziale nella struttura di via Giro, a San Bortolo, lasciando al Comune ed ad Ater l’immobile di via Bramante al suo nuovo destino di alloggi per l’edilizia sociale e popolare e spazi per nuovi servizi socio assistenziali.

L’incontro del tavolo di crisi sull’Iras in Prefettura è stato lungo e faticoso. Si è concluso, grazie anche all’importante opera del Prefetto, con la sottoscrizione da parte del sindaco del Comune di Rovigo di un impegno impegno scritto a far approvare entro il 31 dicembre dal consiglio comunale la delibera per il versamento delle risorse che il Comune deve trasferire ad Iras per effetto della dismissione di Casa Serena” comunicano Davide Benazzo di Fp Cgil ROvigo, Franco Maisto di Fp Cisl Padova e Rovigo e Cristiano Maria Pavarin di Uil Fpl Rovigo.

“Siamo amareggiati perché eravamo convinti, dopo l’incontro del 28 ottobre (LEGGI ARTICOLO), alla presenza anche dell’assessore Lanzarin, che la questione fosse chiusa e tutti i nodi fossero venuti al pettine, invece stamattina ci siamo trovati al punto di partenza. Da parte del sindaco e del segretario comunale sono state infatti avanzati nuovamente i dubbi e problemi sul pagamento, ma di fronte alla prospettiva configurata dal commissario straordinario di Iras Tiziana Stella che altrimenti per Iras non risultava percorribile altra strada che la liquidazione, come sindacati abbiamo preteso che sarà convocato un consiglio comunale che alla presenza di tutti i lavoratori si dovrà assumere la responsabilità di focalizzare questo trasferimento.

La parte tecnica non si assume la responsabilità di dare un parere favorevole alla somma decisa come ristoro delle spese degli interventi di miglioria e manutenzione sostenute da Iras su Casa Serena che secondo la convenzione devono essere versate in caso di scioglimento della convenzione stessa. Quale che sia il giudizio tecnico, c’è una scelta politica forte da fare che riguarda la città intera, ma soprattutto le 200 famiglie dei lavoratori di Iras, nonché quelle dei familiari degli ospiti. Oltre al rischio di perdere di colpo i servizi presenti e quelli ipotizzati per il futuro”.

Non c’è più tempo per le parole, sono anni che ne vengono detti e non possiamo oggi ritrovarci di fronte alla prospettiva della liquidazione ipotizzata un anno fa dall’allora commissario Zanon, dopo tutto il lungo percorso fatto in questi mesi e dopo gli impegni presi” osservano i sindacati che anticipano la presenza insieme a tutti i lavoratori al consiglio comunale che dovrà approvare la delibera necessaria per permettere ad Iras di sopravvivere.

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