ROVIGO – “Abbiamo fatto tutto ciò che è stato possibile fare, un lavoro estenuante, nei tempi stabiliti, per dettagliare nel migliore dei modi ogni singola voce riguardante Casa Serena, di modo da poterci presentare al consiglio comunale con il parere tecnico, si auspica favorevole, per un voto sereno da parte dei consiglieri” comunica il sindaco Edoardo Gaffeo l’indomani della trasmissione a Venezia della nuova proposta di delibera per la decadenza della convenzione per Casa Serena che lega l’ente comunale con Iras Rovigo.
Recependo le necessità di Iras per poter scontare il credito certo che vanterebbe dal Comune di Rovigo alla firma dell’accordo, la somma fissata dagli uffici di palazzo Nodari è stata messa nero su bianco: 3.127.550 euro a fronte della riconsegna di Casa Serena libera da persone e cose.
Altro punto di novità dell’accordo riguarda la restituzione dell’immobile al proprietario, ovvero al Comune di Rovigo, nello stato attuale, e non nello stato in cui sarebbe dovuto essere (come da prima bozza approvata nelle commissioni consiliari) visto che, da convenzione, la manutenzione ordinaria sarebbe dovuta spettare ad Iras Rovigo che invece, per difficoltà di gestione della struttura, mai migliorata nel periodo di commissariamento straordinario da parte della Regione del Veneto, non sono state eseguite.
Fissato il prezzo ed abbonate le mancate manutenzioni, il Comune di Rovigo propone alla Regione del Veneto che, nel caso in cui l’immobile che verrà acquistato da Ater diventi studentato universitario, il Comune rinuncia ai contributi di costruzione, una somma che dipende dal progetto, ma che sarebbe potuta essere attorno al milione di euro.
Dagli uffici dell’assessore Manuela Lanzarin non sono giunti feedback verso il Comune di Rovigo nella giornata odierna, durante la quale è stata valutata la seconda proposta di accordo elaborata da Palazzo Nodari, se non l’idea di trasmettere un comunicato stampa nelle prossime ore.
Se la situazione Comune – Regione rimane avvolta nella nebbia, quella Comune – Ater invece procede verso la definizione del prezzo di vendita/acquisto della porzione destra di Casa Serena essendo pervenuta, finalmente, la perizia di stima della porzione di immobile a firma del perito incaricato, il prof. Micelli dello Iuav di Venezia, per 2.250.000 euro.
“Una cifra inferiore a quanto proposto dagli uffici comunali – afferma Gaffeo – ma comunque in linea con la disponibilità vincolata da Ater per la compravendita ovvero 1.800.000 euro ricevuti dalla Regione del Veneto e poco più di 200.000 euro di fondi propri”.
Già in settimana le strutture tecniche di Ater e Comune di Rovigo dovrebbero incontrarsi per stabilire la somma di compravendita.
Lato Comune – Ulss 5 Polesana, parte dell’accordo per la volontà di prendere in affitto una porzione di Casa Serena per erogare servizi alla cittadinanza e realizzare aule studio per esigenze proprie, per il quale il Comune di Rovigo aveva dettagliato dei canoni di affitto già all’interno dell’accordo, si è deciso di optare per una dicitura più generica, fissandoli a 16mila euro per la foresteria aziendale e a 118mila per le aule didattiche, eventualmente da adeguare alle cifre di mercato.
Con il 31 di gennaio, come annunciato, la commissaria straordinaria di Iras Rovigo Tiziana Stella ha rimesso il mandato nelle mani dell’assessore Lanzarin, unica deputata alla formulazione di proposta, da far votare alla giunta regionale presieduta da Luca Zaia, per la eventuale messa in liquidazione della struttura, una eventualità che nessuno si auspica soprattutto alla luce dell’avanzamento positivo della complessa trattativa in corso per salvare l’ente socio assistenziale rodigino.
In attesa di capire se la Regione voglia davvero prendersi la responsabilità di liquidare Iras, i sindacati Cgil, Cisl e Uil annunciano per la giornata di venerdì 3 febbraio una manifestazione davanti al Comune di Rovigo che, dalle parole del primo cittadino, più di così, comunque, non può fare.

















